Ti sei mai chiesta cos’è il Villaggio ENI di Borca di Cadore, dove si trova e se vale davvero la pena visitarlo?
Probabilmente no, perché non è una meta di cui si parla spesso e raramente compare tra i posti più turistici delle Dolomiti.
Il Villaggio ENI è un complesso architettonico immerso nelle Dolomiti, progettato negli anni ’50 come villaggio vacanze per i dipendenti ENI.
Si trova a Borca di Cadore, tra Cortina e Pieve di Cadore, ed è oggi visitabile come luogo che unisce architettura moderna, storia industriale e natura.
Non tutto è visitabile liberamente, ed è proprio questo che rende il Villaggio ENI ancora più interessante da esplorare.
Io l’ho scoperto quasi per caso durante una vacanza che io e mio marito abbiamo fatto in Cadore, e da lì è iniziata un’esperienza che non avevo previsto..
Doveva essere una semplice pausa in montagna, e invece mi sono ritrovata in un luogo particolare, immerso nel bosco, dove mi sono ritrovata catapultata tra architettura moderna, storia industriale e paesaggio naturale.
In questo articolo ti racconto cosa vedere oggi al Villaggio ENI e com’è soggiornare nella Corte delle Dolomiti. Se vuoi leggere anche l’itinerario completo della vacanza tra Cadore, Cortina e Misurina, trovi il racconto nell’articolo dedicato.

Cosa vedere al Villaggio ENI (anche in poche ore)
Il Villaggio ENI di Borca di Cadore non è un “paese da visitare” nel senso classico, ma un grande complesso immerso nel bosco, dove architettura, natura e storia industriale si intrecciano.
Se hai poco tempo, il percorso più interessante è questo:
- la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, esempio straordinario di architettura moderna integrata nel paesaggio
- una passeggiata tra le villette nel bosco, per cogliere lo spirito originale del progetto
- uno sguardo dall’esterno alla Colonia, simbolo del Villaggio ENI e cuore del Progetto Borca
- la zona del campeggio con le tende fisse, una delle parti più particolari del complesso
- l’area dell’Hotel Boite, per capire come il villaggio vive oggi
🚗 In auto
Si trova a Borca di Cadore, lungo la SS51 di Alemagna, tra Cortina d’Ampezzo e Pieve di Cadore. Sono disponibili parcheggi in prossimità dell’Hotel Boite e nelle aree di accesso al complesso. Da lì ci si muove a piedi tra strade interne e sentieri nel bosco.
🚌 Con i mezzi pubblici
Si può arrivare in treno fino a Calalzo di Cadore e proseguire in autobus verso Cortina, scendendo a Borca di Cadore. Da lì il villaggio è raggiungibile a piedi o con un breve tratto locale.
📍 Punto di riferimento sulla mappa
Programma il tuo viaggio con Google Maps: Villaggio ENI – Borca di Cadore
Visita al Villaggio ENI in sintesi
| Luogo | Cos’è | Accesso / tempo |
|---|---|---|
| Chiesa di Nostra Signora del Cadore | Chiesa moderna progettata da Gellner con interventi artistici di Carlo Scarpa | Visitabile dall’esterno, spesso anche all’interno · 15–20 min |
| Villette nel bosco | Case unifamiliari storiche immerse nella natura, simbolo del progetto ENI | Area residenziale, visibili passeggiando · 20–30 min |
| Colonia | Grande complesso per ragazzi, oggi oggetto di riqualificazione culturale | Solo visite guidate in periodi specifici · tempo variabile |
| Campeggio con tende fisse | Area storica con strutture in legno legate alla funzione originaria del villaggio | Non campeggio turistico tradizionale · 10–15 min (esterni) |
| Hotel Boite / Corte delle Dolomiti | Struttura alberghiera storica del Villaggio ENI | Accessibile come ospiti o visitatori · variabile |
Il Villaggio ENI è visitabile oggi?
Sì, il Villaggio ENI è visitabile, ma con alcune differenze tra aree liberamente accessibili e zone che richiedono visite organizzate.
Le parti esterne del complesso, i sentieri, la zona delle villette e la chiesa possono essere viste durante una passeggiata nel villaggio. L’atmosfera è quella di un luogo abitato ma ancora profondamente legato alla sua storia.
La Colonia, invece, non è sempre accessibile liberamente: rientra nelle attività del Progetto Borca e può essere visitata solo in determinati periodi e tramite visite guidate.
Prima di programmare la visita conviene controllare eventuali aperture o eventi.
Questo aspetto rende il Villaggio ENI diverso dalle classiche località turistiche: non è un’attrazione “organizzata”, ma un luogo da esplorare con rispetto e curiosità.
Quanto costa soggiornare al Villaggio ENI
Non esiste un prezzo unico per soggiornare nella Corte delle Dolomiti, perché oggi ci sono soluzioni diverse: hotel, residence e villette private.
Il costo varia soprattutto in base a:
- stagione (estate e periodi di alta affluenza fanno salire le tariffe)
- tipologia di alloggio (hotel, appartamento, villetta nel bosco)
- servizi inclusi (colazione, spa, navetta, pulizie) durata del soggiorno.
Per questo motivo conviene confrontare le soluzioni e leggere bene cosa è compreso, soprattutto nel caso delle villette, che hanno gestioni differenti tra loro.
Villaggio ENI a Borca di Cadore: storia e curiosità
Durante la nostra vacanza in montagna abbiamo dedicato un intera giornata a scoprire il Villaggio ENI e approfondire la storia di questo progetto urbanistico.
Già dal nostro arrivo abbiamo apprezzato l’atmosfera retrò a tratti misteriosa delle varie zone del Villaggio tanto che, camminando tra le villette nel bosco, mi sentivo una temeraria esploratrice.
Il desiderio di approfondire la storia di questi luoghi ci è venuta osservando questa piantina originale degli anni 60 del progetto così com’era stato ideato e che purtroppo è stato molto ridotto.

Il Villaggio Eni di Borca di Cadore è stato realizzato tra gli anni 50 e 60 e il progetto copriva originariamente oltre 150.000 metri qudrati di terreno boschivo ai piedi del Monte Antelao.
Il grande complesso fu fortemente voluto dall’allora presidente dell’Eni Enrico Mattei che aveva spiccate capacità imprenditoriali e una visione moderna e futuristica.
Doti che, insieme all’ambizione, lo avevano fatto raggiungere la presidenza dell’Agip prima e dell’Eni successivamente.
Storia del progetto Villaggio ENI Corte delle Dolomiti
Nel progetto di Mattei il complesso doveva essere un enorme villaggio turistico sulle Dolomiti riservato ai dipendenti del gruppo Eni e alle loro famiglie.
L’idea di base era quella di costruire un villaggio vacanze che avesse anche una valenza sociale e che dimostrasse chiaramente la voglia di progresso e modernità.
Le stesse peculiarità che erano insite nella gestione dell’Eni in quegli anni.
Com’è stato realizzato il Villaggio ENI
La realizzazione del progetto venne affidata all’architetto Edoardo Gellner che fu incaricato di trovare il territorio dove costruire il villaggio e di studiare lo stile architettonico con il quale caratterizzare tutti gli edifici.
Gellner individuò proprio nei boschi di Borca di Cadore,150.000 metri qudrati di terreno boschivo dove costruire più di 260 villette unifamiliari, una chiesa, un residence, un albergo con 140 posti letto.
Per i figli dei dipendenti venne edificata una enorme Colonia con poco meno di 600 posti letto e un campeggio con tende fisse per 200 ragazzi.
Completò il Villaggio costruendo anche una rivendita di alimentari con bar annesso. Per dotare l’intero Villaggio di tutti i confort, venne creata una rete di strade asfaltate e un nuovo allacciamento idrico interrato.

Purtroppo con la prematura è tragica scomparsa di Mattei il progetto venne ridimensionato terminando solo gli edifici già iniziati ma eliminando gli ulteriori progetti di ampliamento.
Il Villaggio continuò a funzionare fino al 1992 ma la privatizzazione dell’Eni comportò la cessione del patrimonio immobiliare dell’azienda compreso il Villaggio Corte delle Dolomiti.
Nel 2000 l’Eni cedette l’intera proprietà alla società Minoter che avviò un progetto di riqualificazione vendendo a privati le villette e rimettendo in funzione l’albergo, il residence e, nel periodo estivo, anche il campeggio.
Gli edifici del Villaggio ENI
Il Villaggio ENI è composto da varie zone contraddistinte da tipologie diverse di edifici, l’intero complessa vanta:
- Villette del bosco,
- Tende fisse da campeggio,
- Chiesa di Nostra Signora del Cadore,
- Residence composto da due edifici,
- Colonia composta da 17 edifici,
- Hotel panoramico.
Le villette nel bosco
Le circa 260 villette unifamiliari sparse nel bosco sono state create per ospitare una famiglia di 4 o 6 persone.
Costruite su una sorta di palafitta in cemento, permettevano di avere al piano inferiore un posto auto e una rimessa.

Al piano superiore si trovava l’appartamento che, grazie alle grandi finestre rivolte verso la valle, godeva di un’ottima illuminazione naturale durante tutta la giornata. L’architetto Gellner non progettò solo la struttura e l’aspetto esteriore delle villette, ma anche gli arredi interni, scegliendo mobili e accessori robusti, di facile manutenzione e capaci di rendere l’ambiente caldo e accogliente.
Nel corredo dell’appartamento c’erano stoviglie, biancheria ed elettrodomestici sufficienti a rendere la vacanza piacevole e comoda.

Queste villette venivano assegnate, a chi ne faceva richiesta, tramite sorteggio e la durata della vacanza era di 20 giorni. L’affitto era gratuito e gli ospiti dovevano pagare solo le spese vive e i consumi.
Villette del Villaggio ENI in affitto: come orientarsi
Le villette del Villaggio ENI oggi sono quasi tutte proprietà private. Non esiste più l’assegnazione aziendale come in passato: chi soggiorna qui lo fa tramite affitto turistico o proprietà.
Se stai cercando una villetta in affitto a Borca di Cadore, è utile sapere che:
- le case sono immerse nel bosco e spesso su più livelli l’accessibilità può variare (scale, dislivelli, parcheggio non sempre davanti all’ingresso)
- i servizi dipendono dal singolo proprietario, non da una gestione unica del villaggio
- la posizione all’interno del complesso incide molto su vista, comodità e distanza dalle strutture centrali
Sono soluzioni affascinanti per chi ama la tranquillità e l’architettura, meno adatte a chi cerca il comfort “da hotel”.
Campeggio e tende fisse del Villaggio ENI
Queste tende fisse in legno sono probabilmente la cosa più insolita che ho visto nella mia vacanza in montagna.
Il campeggio del Villaggio Eni è situato nella parte più alta del comprensorio, attorno ai 1250 metri, ed è composto da una quarantina di tende fisse più alcuni edifici dedicati ai servizi, alla mensa e alle zone comuni.

Negli anni di maggiore attività il campeggio poteva ospitare oltre 200 ragazzi tra i 12 e i 16 anni.
Le capanne hanno tutte 6 posti letto e sono costruite in legno su una base di pietra e cemento che segue il dislivello naturale del terreno integrandosi nel bosco.
Oggi il campeggio non funziona come una struttura turistica tradizionale: è aperto solo nel periodo estivo per gruppi di ragazzi gestiti dal Circolo Campeggio “Giovanni Paolo II”.
Chiesa di Nostra Signora del Cadore
Per la progettazione della chiesa di Nostra Signora del Cadore, Gellner si avvalse della collaborazione dell’architetto Carlo Scarpa.
Gellner progettò la struttura a forma di triangolo equilatero, con un campanile slanciato sormontato da un’alta guglia in acciaio che dona verticalità e leggerezza all’edificio.
La chiesa è considerata uno degli esempi più interessanti di architettura moderna inserita nel paesaggio dolomitico: linee essenziali, materiali semplici e una forte relazione con la natura circostante.

Scarpa si occupò invece della parte artistica del progetto, disegnando gli arredi interni, l’altare, i banchi, il portale di ingresso e i lampadari in vetro di Murano, tutti elementi curati nei dettagli e pensati per dialogare con la luce e con gli spazi.
L’intero complesso, che comprende la chiesa, il sagrato e l’adiacente sacrestia, è stato studiato per integrarsi nel bosco e per offrire una vista aperta sull’intero Villaggio, mantenendo quel senso di equilibrio tra costruito e natura che caratterizza tutto il progetto.

Il residence per le famiglie
Il residence è l’edificio che meno ci ha impressionati, anche perché in realtà si tratta di un grande fabbricato composto da due corpi comunicanti. Inizialmente progettato per alloggiare il personale di servizio del villaggio, venne poi convertito in albergo.
Successivamente è stato trasformato in residence, modificando gli spazi interni e l’arredamento, e questa è la sua funzione ancora oggi.
Rispetto all’Hotel Boite, l’atmosfera è più semplice e pensata soprattutto per soggiorni pratici e per famiglie che hanno bisogno di spazi più ampi.

Oggi gli appartamenti vengono prenotati soprattutto da nuclei familiari numerosi o da chi preferisce una soluzione più autonoma rispetto all’hotel, con la possibilità di gestire i propri ritmi e i pasti in modo indipendente.
Colonia e Progetto Borca – Archeologia moderna
L’immenso complesso della colonia per bambini è purtroppo in uno stato di semiabbandono e la vegetazione si sta riprendendo pian piano il suo spazio.
Non è accessibile ai turisti se non in periodi predeterminati e solo tramite visite guidate; non avendo avuto la possibilità di vederla di persona, posso quindi darti solo qualche informazione generale.

La colonia era composta da 17 edifici uniti tra loro da rampe coperte dipinte in maniera variopinta e con piccole finestrelle.
Gellner progettò gli spazi esterni e interni a misura di bambino, rendendoli accoglienti e cercando in tutti i modi di evitare lo stile camerata di stampo militare.
L’edificio più importante era l’enorme auditorium, attorno al quale sorgevano i padiglioni destinati ai dormitori e ai servizi essenziali quotidiani, come refettorio, spogliatoi e zone comuni.
L’auditorium veniva utilizzato per i grandi eventi e poteva contenere contemporaneamente tutti gli ospiti e il personale della struttura. Era l’edificio di cui Mattei andava più fiero, tanto da usarlo anche come luogo di rappresentanza durante incontri d’affari.

Nel 2011 il laboratorio d’arti visive in ambiente Dolomiti contemporanee insieme al gruppo Minoter, che detiene la proprietà del sito, ha avviato il Progetto Borca.
Il progetto si occupa della riqualificazione e della riattivazione del Villaggio ENI, iniziando proprio dagli edifici non più utilizzati, come la colonia.
Vengono organizzate visite guidate e periodicamente vengono esposte opere realizzate direttamente nel sito da artisti contemporanei.
Dove dormire al Villaggio ENI: Hotel Boite
E finalmente arriviamo alla recensione dell’Hotel Boite, dove abbiamo soggiornato durante la nostra vacanza in montagna, che fa parte del Villaggio ENI, Corte delle Dolomiti.
Costruito per ospitare i dipendenti single o le coppie senza figli, in quel caso la vacanza durava “solo” 14 giorni, oggi è stato parzialmente ristrutturato e riconvertito ad albergo.

L’imponente facciata dell’edificio di 6 piani guarda a sud verso il monte Pelmo, permettendo agli ospiti delle 78 camere di godere di un paesaggio incantevole.
Tutte le stanze sono simili nell’arredamento: cambia solo la grandezza e il numero di persone ospitate, ma tutte hanno un balconcino privato.
I materiali usati per la costruzione sono cemento, legno e pietra, spesso lasciati a vista e capaci di valorizzare gli interni degli spazi comuni. L’intero edificio dà la sensazione di essere robusto e massiccio, anche grazie alle putrelle in acciaio visibili nella struttura.
L’ingresso dell’albergo è situato in un secondo edificio più basso, comunicante con quello principale, che ospita le zone comuni, la reception e le stanze di servizio.
All’esterno c’è un grande parcheggio e una rampa pedonale che porta direttamente al sentiero verso la chiesa.
Hall e zona comune

La hall è forse la zona che ho amato di più, soprattutto per gli arredi in stile anni ’70, eleganti e comodi. Ho passato un intero pomeriggio seduta sui divanetti col mio PC ed è stato estremamente rilassante.
Il rivestimento in legno, le putrelle e i piloni a vista, le grandi finestre e la lunga terrazza mi hanno riportata indietro nel tempo.
Lo staff punta molto sulla storia dell’albergo: nella hall troneggiano due enormi volumi che raccolgono gli articoli usciti nel corso degli anni sul Villaggio ENI. Inoltre, disseminate negli spazi comuni, ci sono stampe, riproduzioni di progetti, bozzetti degli arredi e planimetrie degli edifici.

Anche lo spazio dedicato al bar e alla musica serale è ben distribuito e arredato in modo accogliente. Abbiamo passato praticamente ogni sera comodamente “indivanati” a bere un drink e ascoltare un giovane musicista di grande talento. Peccato solo che le temperature fossero troppo alte per accendere il caminetto, anch’esso in uno stile molto moderno per essere degli anni ’60/’70.
Un plauso va a tutto il personale, che ci ha accolti e coccolati in maniera esemplare. Mi ha colpita molto anche l’estrema pulizia di tutte le zone comuni.

Camera
Prima ancora di disfare le valigie e dare un’occhiata al bagno (cosa che faccio sempre quando arrivo in albergo), ci siamo catapultati nel balconcino.
La vista è strepitosa, e lo è stata durante tutta la vacanza: cielo limpido, nebbie del mattino con le vette che spuntano dalle nuvole, e persino un temporale serale che ha dato spettacolo con luci, suoni, pioggia e vento.

La camera mi ha conquistata per l’arredamento d’epoca, restaurato con alcuni pezzi nuovi ma nello stile originale. La cassettiera con la chiave d’ottone, il tavolino a scomparsa, la sedia a tre gambe e il termosifone in ghisa creano un’atmosfera di “antica modernità”.
Anche la panca lungo le pareti è un elemento architettonico molto originale, che ho usato spesso per truccarmi o telefonare.
L’unico “difetto” è che per accedere al balconcino bisogna superare uno scalino di circa 50 cm, e le mie ginocchia si sono fatte sentire. A richiesta però viene fornito uno sgabellino che aiuta molto.
In realtà questa soluzione è stata studiata per migliorare l’illuminazione naturale della stanza, che rimane luminosa più a lungo durante il giorno.

Il balconcino in legno avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione, con qualche scricchiolio e segni del tempo, ma immagino che rientri negli interventi futuri.
Pulizia impeccabile sia in camera sia per la biancheria da letto e da bagno. Anche il bagno, pur in stile vintage, è comodo, accessibile e completo di tutto.

SPA
Gli ospiti dell’Hotel Boite possono accedere alla Corte Spa con tariffe agevolate e navetta su richiesta per percorrere poco meno di un chilometro che separa l’albergo dal centro benessere.
La struttura offre piscina con zone differenziate, idromassaggio, area bimbi, solarium panoramico e trattamenti come massaggi e bagno turco. L’accesso è su prenotazione perché gli ingressi sono contingentati ed è obbligatoria la cuffia; teli e cuffiette vengono forniti in loco.
Considerazioni finali
Il Villaggio ENI di Borca di Cadore non è una meta turistica nel senso classico, ma un luogo da osservare con calma, dove architettura, natura e storia si intrecciano in modo raro.
Passeggiare tra le villette nel bosco, fermarsi davanti alla chiesa e respirare quell’atmosfera sospesa nel tempo è un’esperienza diversa dal solito, più silenziosa e più profonda.
Se stai pensando a una vacanza tra natura, silenzio e paesaggi che cambiano colore, potrebbe interessarti anche il mio articolo su viaggi autunnali e destinazioni perfette per l’autunno, dove trovi altre idee simili a questa esperienza in Cadore.
Parliamone nei commenti
Conoscevi già il Villaggio ENI di Borca di Cadore o è una scoperta nuova anche per te? Scrivimi qui sotto, mi piace confrontarmi su luoghi particolari e poco conosciuti.
FAQ sul Villaggio ENI di Borca di Cadore
Sì, le aree esterne e la chiesa si possono vedere passeggiando nel villaggio, mentre la Colonia è visitabile solo in occasioni e visite guidate specifiche.
Sì, molte villette oggi sono private e vengono affittate come case vacanza, con caratteristiche e servizi che variano da proprietà a proprietà.
Il prezzo dipende dalla stagione, dal tipo di alloggio (hotel, residence, villetta) e dai servizi inclusi.
È composto da tende fisse in legno e strutture collettive, diverso dai campeggi tradizionali.
Chiesa, villette nel bosco, Colonia dall’esterno, zona campeggio e area dell’Hotel Boite.