Qualche tempo fa, io e mio marito siamo riusciti a fare una mini vacanza in montagna e, come facciamo sempre quando abbiamo bisogno di relax, abbiamo scelto di andare sulle Dolomiti.
Abbiamo fatto quindi quattro giorni di vacanza in montagna, più precisamente a Borca di Cadore, un paesino situato a nord del Veneto, ai piedi del Monte Antelao.
E’ un paese molto piccolo e molto tranquillo a quota 942 metri ed è a metà strada tra le più mondane San Vito di Cadore e Cortina.

La nostra scelta è caduta proprio per questo luogo quando, per caso, abbiamo scoperto il Villaggio ENI e la sua affascinante storia.
Del Villaggio ti parlerò qualche paragrafo più sotto, intanto approfitto per dirti che questo articolo sarà bello lungo, un reportage fatto soprattutto da foto.
Del resto, i paesaggi e i paesi che abbiamo visitato sono tutti da fiaba, luoghi dove sicuramente torneremo in futuro per approfondirne la conoscenza.
Perché scegliere il Cadore per una vacanza in montagna
Quando penso alla vacanza in montagna perfetta, il Cadore è uno dei primi posti che mi viene in mente.
Siamo nel cuore del Veneto, circondati dalle maestose Dolomiti e con il Monte Antelao che svetta silenzioso e sembra osservarti dall’alto.
È il luogo ideale per chi, come me, ama i paesaggi da cartolina, i ritmi lenti e l’aria frizzante che ti fa sentire subito più leggera.
I paesi del Cadore sono piccoli e accoglienti, perfetti per passeggiate tranquille, qualche sosta culinaria e tante foto.
È una meta che consiglio anche a noi donne over 50, perché offre il giusto mix di relax e attività: puoi scegliere se dedicarti a camminate leggere nei boschi o semplicemente goderti un aperitivo con vista sulle montagne.
E la sera? Silenzio e cielo stellato, pura magia.
Perché io scelgo la tranquillità del Cadore
Come sai, io vivo in simbiosi col mio PC che mi segue sempre, anche quando vado in vacanza.
Scrivere seduta in terrazza, davanti al panorama delle montagne o dei pascoli è rilassante e mi fa trovare la giusta ispirazione per buttar giù bozze di articoli e progetti.
Inoltre, il cibo del Cadore è davvero buono, anche quello semplice come i canederli o le zuppe fumanti. Per non parlare dello speck e dei formaggi o dell’immancabile strudel di mele, una vera prelibatezza!
E dopo un buon pasto, passeggiare nella natura aiuta la digestione ma riempie anche il cuore e l’anima di pace. E’ tutto molto ‘slow’ quando si va in giro per i paesi del Cadore anche perché non è necessario scalare il Monte Antelao per sentirsi parte di quel mondo incantato. Anche una breve camminata ti fa sentire bene.
Come arrivare in Cadore
Arrivare in Cadore è già parte del piacere della vacanza.
Noi siamo partiti in macchina e, credimi, il viaggio tra le valli è così panoramico che ti viene voglia di fermarti a ogni curva per fare foto.
Da Venezia o Treviso ci vogliono circa due ore, mentre da Belluno poco meno di un’ora: il tempo giusto per lasciare indietro la città e cominciare a respirare aria buona.
Se preferisci non guidare, puoi arrivare in treno fino a Calalzo di Cadore e da lì prendere un autobus (i Dolomiti Bus sono puntuali e comodi) che ti porta a Borca di Cadore o a Cortina d’Ampezzo senza stress.
È una soluzione perfetta se viaggi da sola o se, come spesso capita a noi over 50, preferisci goderti il tragitto senza pensare al parcheggio
Cortina d’Ampezzo: cosa vedere e cosa fare
Il primo giorno siamo andati a Cortina d’Ampezzo, tappa d’obbligo per chi passa da quelle parti, solo per il piacere di fare ‘lo struscio’ nella zona pedonale.
Già, la passeggiata a Cortina consiste nel andare su e giù a guardare le vetrine dei negozi (senza fare shopping visti i prezzi) schivare turisti che fanno foto, e bere aperitivi costosi.

Ma sai cosa? ne vale la pena perché se riesci ad estraniarti da questa atmosfera pseudo mondana e alzi gli occhi vedrai un paesaggio bellissimo.
Cortina è letteralmente avvolta dalle Dolomiti che le fanno da corona e protezione e, per quanto mi riguarda, è ciò che valorizza il paese.
Se hai tempo potresti passare un intero weekend a Cortina godendo anche solo di questo panorama e dell’aria vintage che si respira: sembra quasi che il paese si sia fermato alla mondanità degli anni ottanta, un po’ scontata forse ma decisamente affascinante.
Gli alberghi sono tutti stupendi, in stile montanaro, le strade sono pulite e la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo è una bellissima chiesa che merita di essere visitata.

Mi spiace solo che, usciti dal lustro del centro storico, ci si imbatta in strade sconnesse, edifici fatiscenti e traffico rumoroso. Una normale cittadina insomma.
Lago di Misurina e passeggiata panoramica
Il secondo giorno lo abbiamo passato a esplorare Misurina, situata alla bella altitudine di 1756 metri e famosa grazie al bellissimo lago di Misurina, appunto.
Chiamata anche ‘la Perla delle Dolomiti’, è letteralmente al centro di un complesso dolomitico che conta le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini, il Sorapìss e il Cristallo.
Il lago di Misurina in inverno
E’ un luogo meraviglioso!
D’inverno il paesaggio innevato è qualcosa di unico e ovviamente il turismo è quello classico da appassionati di sci.
Il lago si ghiaccia quasi completamente e la neve lo ricopre.
In alcuni punti si può addirittura camminare letteralmente sulle acque ghiacciate e l’impianto di risalita che porta al Rifugio Col de Varda, a 2200 m., è sempre pieno di turisti.
D’inverno ci sono molte attività da fare sul Lago di Misurina, dalle ciaspolate alle escursioni fino allo sci di fondo. Ma la mia attività preferita è sempre quella di ammirare il panorama con un cappuccino bollente in mano seduta comodamente presso un locale con la vista sulle dolomiti.

Lago di Misurina in estate
D’estate invece è una metà perfetta per gli escursionisti: i camminatori seriali che si avventurano nelle escursioni facili sulle Dolomiti, ma anche i passeggiatori improvvisati che dopo qualche chilometro si fermano in un locale a riposare. (ogni riferimento a noi è puramente casuale).
La passeggiata lungo il lago Misurina, anche se molto affollata di turisti, regala comunque qualche angolino riparato per godere di una vista incomparabile.
Noi abbiamo fatto tutto il giro con passo da bradipo in vacanza, accompagnati in alcuni tratti da buffissime folaghe ed enormi trote.
Misurina è conosciuta anche per la sua aria pulita e balsamica tanto che proprio ai margini del lago sorge uno dei più famosi centri per la cura e la riabilitazione dalle malattie respiratorie, l’Istituto Pio XII. (nella foto qui sopra è l’enorme edificio ai piedi delle dolomiti).
In realtà non c’è molto da vedere a Misurina perché è un’incantevole oasi di natura ai piedi delle Dolomiti e la cosa più bella e interessante da fare è ammirare lo spettacolo.


Come puoi notare, prima di affrontare i 2,6 chilometri di camminata mi sono rifocillata per bene con cappuccino e bombolone.
In realtà questo è stato il mood dell’intera vacanza in montagna, cibo buono, tanto relax e poco esercizio fisico. Come dice la bustina di zucchero ‘keep calm e pensa positivo!’

Se la maggior parte d’Italia era arsa dal caldo, puoi star tranquilla che a 1700 metri si sta benissimo con una maglietta in cotone a maniche lunghe e giubbottino.
E se proprio sei stanca, a metà passeggiata c’è una baita con una strepitosa vista lago, dove puoi gustarti uno spritz o anche qualcosa di più sostanzioso.
Villaggio ENI a Borca di Cadore: storia e curiosità
Nel terzo giorno della nostra vacanza in montagna abbiamo esplorato il Villaggio ENI e approfondito la storia di questo progetto urbanistico.
Già dal nostro arrivo abbiamo apprezzato l’atmosfera retrò a tratti misteriosa delle varie zone del Villaggio.
Ti consiglio di tenere sott’occhio questa piantina originale degli anni 60 del progetto così com’era stato ideato ma che purtroppo è stato molto ridotto.

Il Villaggio Eni di Borca di Cadore è stato realizzato tra gli anni 50 e 60 e il progetto copriva originariamente oltre 150.000 metri qudrati di terreno boschivo ai piedi del Monte Antelao.
Il grande complesso fu fortemente voluto dall’allora presidente dell’Eni Enrico Mattei che aveva spiccate capacità imprenditoriali e una visione moderna e futuristica.
Doti che, insieme all’ambizione, lo avevano fatto raggiungere la presidenza dell’Agip prima e dell’Eni successivamente.
Storia del progetto Villaggio ENI Corte delle Dolomiti
Nel progetto di Mattei il complesso doveva essere un enorme villaggio turistico sulle Dolomiti riservato ai dipendenti del gruppo Eni e alle loro famiglie.
L’idea di base era quella di costruire un villaggio vacanze che avesse anche una valenza sociale e che dimostrasse chiaramente la voglia di progresso e modernità.
Le stesse peculiarità che erano insite nella gestione dell’Eni in quegli anni.

Com’è stato realizzato il Villaggio ENI
La realizzazione del progetto venne affidata all’architetto Edoardo Gellner che fu incaricato di trovare il territorio dove costruire il villaggio e di studiare lo stile architettonico con il quale caratterizzare tutti gli edifici.
Gellner individuò proprio nei boschi di Borca di Cadore, 150.000 metri qudrati di terreno boschivo dove costruire più di 260 villette unifamiliari, una chiesa, un residence, un albergo con 140 posti letto.
Per i figli dei dipendenti venne edificata una enorme Colonia con poco meno di 600 posti letto e un campeggio con tende fisse per 200 ragazzi.
Completò il Villaggio costruendo anche una rivendita di alimentari con bar annesso. Per dotare l’intero Villaggio di tutti i confort, venne creata una rete di strade asfaltate e un nuovo allacciamento idrico interrato.

Purtroppo con la prematura è tragica scomparsa di Mattei il progetto venne ridimensionato terminando solo gli edifici già iniziati ma eliminando gli ulteriori progetti di ampliamento.
Il Villaggio continuò a funzionare fino al 1992 ma la privatizzazione dell’Eni comportò la cessione del patrimonio immobiliare dell’azienda compreso il Villaggio Corte delle Dolomiti.
Nel 2000 l’Eni cedette l’intera proprietà alla società Minoter che avviò un progetto di riqualificazione vendendo a privati le villette e rimettendo in funzione l’albergo, il residence e, nel periodo estivo, anche il campeggio.
Gli edifici del Villaggio ENI
Le villette nel bosco
Le circa 260 villette unifamiliari sparse nel bosco sono state create per ospitare una famiglia da 4 o 6 persone.
Costruite su una sorta di palafitta in cemento, permettevano di avere al piano inferiore un posto auto e una rimessa.
Al piano superiore c’era l’appartamento che, grazie alle grandi finestre rivolte verso la valle, aveva una buona illuminazione per tutta la giornata.

L’architetto Gellner non solo progettò la struttura e l’aspetto esteriore delle villette ma anche gli arredi interni, scegliendo mobili e accessori robusti e di facile manutenzione ma allo stesso tempo che rendevano l’ambiente caldo e accogliente.
Nel corredo del appartamento c’erano stoviglie, biancheria ed elettrodomestici sufficienti per rendere la vacanza piacevole è comoda
Queste villette venivano assegnate, a chi ne faceva richiesta, tramite un sorteggio e la durata della vacanza era di 20 giorni.
L’affitto era gratuito e gli ospiti erano tenuti a pagare solo le spese vive e i consumi.

Adesso queste villette sono tutte private e si possono trovare facilmente in affitto o in vendita su vari siti immobiliari.
Tende fisse (campeggio)
Queste tende fisse in legno sono decisamente la cosa più bizzarra che ho visto nella mia vacanza in montagna.
Il campeggio del Villaggio Eni è situato nella zona più alta del comprensorio, attorno ai 1250 metri, ed è composto da una quarantina di tende fisse più alcuni edifici dedicati ai servizi, alla mensa e alle zone comuni.

Negli anni di maggiore attività il campeggio poteva ospitare oltre 200 ragazzi tra i 12 e i 16 anni.
Le capanne hanno tutte 6 posti letto e sono costruite in legno su una base di pietra e cemento che segue il dislivello del terreno.
Ai giorni nostri il campeggio è parzialmente utilizzato solo nel periodo estivo da comitive di ragazzi gestiti dal Circolo Campeggio “Giovanni Paolo II”.
Chiesa di Nostra Signora del Cadore
Per la progettazione della chiesa di Nostra Signora del Cadore, Gellner si avvalse della collaborazione dell’architetto Carlo Scarpa.

Gellner progettò la struttura a forma di triangolo equilatero con un campanile dall’alta guglia in acciaio che dà verticalità e leggerezza all’edificio.
Scarpa si occupò invece della parte artistica del progetto disegnando gli arredi interni, l’altare, i banchi, il portale di ingresso e i bellissimi lampadari in vetro di Murano.

L’intero complesso che conta la chiesa, il sagrato e l’adiacente sacrestia sono stati studiati per inglobarsi perfettamente nel paesaggio e per avere una vista aperta sul l’intero Villaggio.
Il residence per le famiglie
Il residence è l’edificio che meno ci ha impressionati anche perché in realtà è solo un grande fabbricato composto da due edifici comunicanti.

Inizialmente progettato per alloggiare il personale di servizio del villaggio viene poi convertito in albergo.
Successivamente viene trasformato in residence modificando gli spazi e l’arredamento e così è rimasto fino ai giorni nostri.
Adesso gli appartamenti vengono prenotati sopratutto da nuclei famigliari numerosi.
Colonia e progetto Borca – Archeologia moderna
L’immenso complesso della colonia per bambini è purtroppo in uno stato di semi abbandono e la vegetazione si sta riprendendo pian piano il suo spazio.
Non è accessibile ai turisti se non in periodi predeterminati e solo tramite visite guidate quindi, non avendola vista di persona, posso solo darti qualche informazione superficiale.

La colonia era composta da 17 edifici uniti uno all’altro da rampe coperte dipinte in maniera variopinta e con piccole finestrelle.
Gellner progettò gli spazi esterni e interni a misura di bambino e li rese accoglienti cercando in tutti i modi di evitare lo stile camerata di stampo militare.
L’edificio più importante era l’enorme auditorium attorno al quale sorgevano i padiglioni utilizzati per i dormitori e per i servizi essenziali giornalieri come il refettorio, gli spogliatoi e le zone comuni.
L’Auditorium veniva usato per i grandi eventi e poteva contenere contemporaneamente tutti gli ospiti e il personale della struttura.
Era l’edificio del quale Mattei andava più fiero visto che lo utilizzava anche come luogo di rappresentanza durante gli incontri d’affari.

Nel 2011 il laboratorio d’arti visive in ambiente Dolomiti contemporanee insieme al gruppo Minoter, che detiene la proprietà del sito, ha avviato il Progetto Borca.
Il Progetto Borca si occupa della riqualificazione e della riattivazione del Villaggio Eni, iniziando proprio dagli edifici che non vengono più utilizzati come la colonia.
Vengono organizzate visite guidate e periodicamente vengono esposte opere realizzate direttamente nel sito da artisti contemporanei.
Da qualche anno a questa parte si vocifera nell’ambiente che la grande colonia e il Villaggio Eni potrebbero essere riqualificati per accogliere ospiti e delegazioni partecipanti alle Olimpiadi Milano Cortina 2026.
Dove dormire in Cadore
E finalmente arriviamo alla recensione dell’hotel Boite, dove abbiamo soggiornato per la nostra vacanza in montagna, che fa anch’esso parte del Villaggio Eni, Corte delle Dolomiti.
Costruito per ospitare i dipendenti single o le coppie senza figli – in questo caso la vacanza durava ‘solo’ 14 giorni – ora è stato parzialmente ristrutturato e riconvertito ad albergo.

L’imponente facciata dell’edificio di 6 piani guarda a sud verso il monte Pelmo permettendo agli ospiti delle 78 camere di godere di un paesaggio incantevole.
Tutte le stanze sono simili nell’arredamento, cambia solo la grandezza e il numero di persone ospitate, e tutte hanno un balconcino privato.
I materiali usati per la costruzione sono il cemento, il legno e la pietra che sono spesso visibili e vanno a valorizzare gli interni degli spazi comuni.
L’intero edificio dà la sensazione di essere robusto e massiccio grazie anche ad alcune putrelle in acciaio visibili nella struttura.
L’ingresso dell’albergo è situato presso un secondo edificio più basso comunicante con quello principale che ospita le zone comuni, la reception e le stanze di servizio.
All’esterno c’è un grande parcheggio e una rampa pedonale che sfocia sul sentiero che porta alla chiesa.
Hall e zona comune
E’ forse la zona comune che ho amato di più, sopratutto per i suoi arredi in stile anni 70 ma eleganti e comodi. Ho passato un intero pomeriggio seduta sui divanetti della hall col mio PC ed è stato estremamente rilassante.
Il rivestimento in legno, le putrelle e i piloni a vista, le grandi finestre e la lunga terrazza mi hanno riportata indietro nel tempo.

Lo staff punta molto sulla storia dell’albergo, infatti nella hall troneggiano due enormi volumi che raccolgono tutti gli articoli usciti nel corso degli anni, sul Villaggio Eni.
Inoltre, disseminate nell’albergo e ben incorniciate, ci sono stampe, riproduzioni di progetti, bozzetti degli arredamenti e planimetrie delle stanze e degli edifici.

Anche l’ampio spazio dedicato al bar e alla musica serale è ben distribuito e ha un arredamento accogliente.
Abbiamo passato praticamente ogni sera comodamente ‘indivanati’ a bere un drink e ascoltare un giovane talentuoso musicista.
Peccato che le temperature fossero alte per accendere il caminetto che è anch’esso in stile molto moderno per essere degli anni 60/70.

Un plauso va a tutto il personale che ci ha accolti e coccolati in maniera esemplare, mi ha colpita molto anche l’estrema pulizia di tutte le zone comuni..
Camera
Prima ancora di disfare le valigie e dare una occhiata al bagno (cosa che faccio sempre quando vado in albergo) ci siamo catapultati nel balconcino.
La vista è strepitosa! E lo è stata durante tutta la vacanza in montagna.
Non solo col cielo limpido ma anche al mattino presto quando l’umidità della valle copre i piedi del monte e si vedono le vette spuntare dalle nuvole.
E poi l’ultima sera, quando un temporale ha dato spettacolo con luci e suoni, pioggia e vento.

Passando poi a perlustrare la camera, sono rimasta incantata dall’arredamento d’epoca, tutto restaurato con alcuni pezzi nuovi ma nello stile originale.
La cassettiera con la chiave d’ottone, il tavolino a scomparsa, la sedia a tre gambe e il termosifone in ghisa danno un atmosfera di antica modernità.
Anche la panca che corre lungo i due lati della stanza è un particolare architettonico molto originale, mi ci sono seduta spesso per truccarmi o per telefonare.
L’unico ‘difetto’ è che per andare nel balconcino bisogna farsi uno scalino di 50 cm e le mie ginocchia si sono un po’ lamentate. Niente paura però, a richiesta c’è la possibilità di avere un comodo sgabellino per salire in scioltezza.
Al momento ho pensato che mettere il balcone rialzato rispetto al pavimento della stanza fosse una scelta azzardata. In realtà è stata ben studiata affinché, grazie alla luce del sole che arriva dall’alto, la stanza goda dell’illuminazione naturale per più tempo possibile.

Il balconcino in legno avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione, comincia a tradire l’età con scricchiolii e scoloriture, sono sicura che presto i proprietari procederanno al restauro anche della facciata.
Per quel che riguarda la pulizia, sia la stanza che la biancheria da letto e da bagno sono stati sempre impeccabili.
A proposito di bagno, si è vero, è anch’esso in stile vintage ma è accessibile, comodo e non manca proprio niente.

SPA
L’albergo Boite offre ai suoi ospiti i servizi della Corte Spa con prezzi agevolati e navetta a richiesta per percorrere poco meno di un kilometro che separa l’albergo dal centro benessere.
Oltre alla piscina con zone differenziate, idromassaggio, zona bimbi etc, la Spa ha un solarium che offre un panorama incantevole.
Noi ci siamo accontentati di prendere qualche ora di sole e rinfrescarci con un tuffo in piscina ma la Spa offre tanti altri servizi come massaggi, bagno turco etc.

Per frequentare la SPA è obbligatoria la prenotazione perché gli ingressi sono scaglionati e bisogna anche indossare la cuffietta.
Per fortuna che sono ben organizzati, l’albergo prenota a nome degli ospiti e la Spa mette a disposizione il telo di spugna e le cuffiette.
Dove mangiare in Cadore e a Misurina
Non avendo usufruito del servizio di cucina dell’albergo, ogni giorno siamo andati in cerca di ristoranti tipici per gustare le delizie del posto.
Tra i locali che abbiamo provato durante questa vacanza in montagna, voglio segnalartene due che mi hanno colpita sia per la qualità del cibo che per l’ambiente.
Ristorante Pizzeria Edelweiss
La domanda non è ‘dove mangiare a Misurina’ ma ‘ci sarà posto?’. Si perché i ristoranti sono pochi e siamo stati fortunati a trovare un tavolino in questoristorante pizzeria affacciato sul lago di Misurina.
Ci è andata molto bene, perché dell’Edelweiss mi è piaciuto tutto a cominciare dalle cameriere sorridenti in abito tradizionale.
Tra i piatti prelibati che abbiamo consumato mi sento di consigliarti i taglieri di affettati, nel nostro caso speck e formaggi misti.

E il piatto unico composto da polenta, funghi in umido e formaggio fuso… che bontà!
Mio marito ha preso lo spezzatino di capriolo al posto del formaggio ed era buonissimo, cucinato come si deve senza alcun sentore di selvatico.

Direi che è stata una bella scoperta e che se torneremo a Misurina andremo di nuovo a pranzare lì.
Ristorante Cianzia
Questo ristorante ci è piaciuto talmente tanto che ci siamo andati a cena due volte.
E’ situato a pochi chilometri dall’albergo ed è uno dei ristoranti tipici del Cadore con una cucina tradizionale ma un po’ rivisitata con abbinamenti insoliti.
Tra l’altro lo chef è una donna e ha molto buon gusto anche per l’impiattamento, del resto anche l’occhio vuole la sua parte no?

La prima sera abbiamo cenato in veranda ma la seconda nella sala interna, guarda che meraviglioso lampadario illumina discretamente la stanza e anche tutto il resto dell’arredamento mescola tradizione e delicatezza.
La titolare è molto simpatica, veloce, energica, ha uno sprint in più mentre la cameriera che ci ha serviti è gentilissima e paziente (coi clienti indecisi come me ad esempio).

Sono tanti i piatti che abbiamo assaggiato ma la tartare di carne salada con salsa di miele e senape ha mandato in visibilio mio marito.
Io invece tornerei anche subito per mangiare la tagliata in crosta di rosmarino con vari contorni, e anche per lo strudel di mele, lo ammetto.

Consigli pratici per organizzare la vacanza
Organizzare una vacanza in Cadore è semplice, ma qualche consiglio in più può davvero fare la differenza.
Il periodo migliore dipende da cosa ami fare: in estate troverai giornate lunghe, perfette per passeggiate e gite in quota, mentre in inverno la neve trasforma tutto in un paesaggio da cartolina e puoi approfittarne per sciare o anche solo per goderti l’atmosfera natalizia delle Dolomiti.
In valigia metti sempre una giacca leggera anche ad agosto (la sera la temperatura scende!), un paio di scarpe da trekking comode per le passeggiate e una buona crema solare: il sole di montagna è traditore, anche quando fa fresco.
Se vai in alta stagione – agosto e vacanze di Natale in particolare – ti consiglio di prenotare ristoranti e hotel con anticipo, soprattutto se desideri soggiornare in strutture iconiche come l’Hotel Boite o cenare nei locali più rinomati.
Sono piccoli accorgimenti che renderanno la tua vacanza in Cadore ancora più rilassante.

Come è finita la vacanza in Cadore
La cosa buffa è che tornando verso Trieste siamo partiti con 14 gradi ed eravamo in maglione e giubbotto. Arrivati a casa c’erano 30 gradi e solo scaricare i bagagli ci ha fatto sudare più di tutta la vacanza!
Spero che questo lunghissimo articolo sulle vacanze in Cadore ti sia stato utile e ti sia piaciuto. Il mio consiglio, come sempre, è quello di andare a scoprire durante le vacanze luoghi particolari e semisconosciuti in Italia.
E se puoi, vai al Villaggio Eni, sono sicura che ne resterai affascinata come è successo a noi.
Se vuoi leggere le mie recensioni sui locali e sul ristorante puoi andare su Tripadvisor e, se hai piacere segui il mio account.
FAQ sulle vacanze in Cadore
Dipende da cosa ti piace fare! In estate puoi goderti passeggiate e panorami senza la folla di Cortina, mentre in inverno trovi neve e piste da sci perfette. Primavera e autunno sono ideali se cerchi tranquillità e prezzi più bassi.
Puoi arrivare in auto da Venezia o Treviso in circa due ore, oppure in treno fino a Calalzo di Cadore e poi con gli autobus Dolomiti Bus. È un viaggio semplice e molto panoramico.
Oltre alla famosa passeggiata in centro, non perdere il Lago di Misurina, le Tre Cime di Lavaredo e i paesi del Cadore come San Vito e Pieve. Se ami l’architettura, visita il Villaggio ENI a Borca di Cadore.
Sì, alcune parti sono visitabili liberamente, come la chiesa e i sentieri. La colonia e alcune aree storiche invece si possono vedere solo con visite guidate organizzate dal Progetto Borca.
Se ami l’atmosfera vintage ti consiglio l’Hotel Boite nel Villaggio ENI, ma ci sono anche B&B e appartamenti per tutte le esigenze. Prenota in anticipo in alta stagione!
Prova i piatti tipici come polenta e funghi, speck, formaggi locali e strudel di mele. A Misurina il Ristorante Edelweiss è perfetto per un pranzo vista lago.

