Ci sono molti motivi per scrivere un libro: c’è chi ha una storia fantasiosa da raccontare, chi vuole condividere una passione, chi sente il bisogno di approfondire un argomento che conosce bene e che lo ha affascinato.
E poi c’è chi vuole raccontare un po’ di sé e di come ha affrontato il percorso che lo separa dal proprio sogno.
Perché tutti, ammettiamolo, abbiamo un desiderio che vorremmo realizzare. Una meta da raggiungere, un successo da conquistare.
Il mio è un sogno che vive nella mia mente da più di dieci anni.
La strada per raggiungerlo, fin ora, è stata un continuo alternarsi di momenti buoni, nel quale lo vedevo avvicinarsi in modo percettibile, e momenti bui, quando sbiadiva pian piano in una pozza di lacrime amare.
Ma scrivere questo libro mi ha aiutata a capire quanto questa strada sia stata, ed è tutt’ora, parte di me. Quanto sono cambiata, quanto sono cresciuta e quanto oggi mi senta diversa e migliore.

Perché scrivere un libro quando sei una blogger
Perché lo fanno tutte? No scherzo, anche se in realtà ultimamente non c’è un content creator famoso che non abbia scritto un libro.
Nel mio caso la scintilla è scattata proprio grazie a una di queste creator che ha presentato il suo libro con tanto di incontro coi fans in libreria.
L’argomento del libro è molto generico ma ha a che fare con i temi che tratta quindi niente da dire sulla scelta.
Ma è stato in quel momento che ho pensato a quante cose avrei potuto raccontare io! Soprattutto in quel periodo, attorno a maggio 2025, quando ero stanca dei social, degli algoritmi e di tutto quello che girava intorno al mondo degli influencers.
Quindi ho iniziato buttando giù una lista di ‘cose’ di qui avrei voluto scrivere. Poi ho iniziato a spulciare i miei vecchi hard disk esterni cercando immagini che mi riportassero alla mente episodi degni di essere citati.
A volte è stato doloroso, lo ammetto, dover riaffrontare antiche delusioni e fare i conti con sconfitte amare.
Ma è stato anche bello mettere insieme dieci anni di vita da blogger, ordinatamente come piace a me, e dare un posto a ogni avvenimento.
Ho iniziato a scrivere non solo gli episodi in sé, ma anche le emozioni che mi avevano suscitato, le riflessioni che ne erano nate e il modo in cui avevo reagito, sia nei momenti belli che in quelli più difficili.
All’inizio la mia idea era semplicemente quella di raccontare la mia storia più per sfogo che per velleità letterarie. Avevo tanta rabbia da tirare fuori, cose rimaste in sospeso, delusioni mai davvero digerite.
Eppure, pagina dopo pagina, mi sono resa conto di quanto in quei dieci anni fossi cresciuta. Avevo imparato ad affrontare i momenti difficili e a trarne qualcosa di buono.
Mi ero messa alla prova, mi ero buttata in progetti ambiziosi e, senza questa ricerca nel mio passato da blogger, e dentro me stessa, non avrei mai capito quanto fossi cambiata.
A quel punto ho pensato che forse la mia evoluzione assomigliava a quella di altre donne, impegnate a inseguire sogni diversi dal mio ma altrettanto importanti, inciampando ogni tanto lungo il percorso.
Non stavo ancora pensando a un libro: sentivo solo il bisogno di dire che ci si può rialzare e riprendere il cammino.
Perché è faticoso, a volte doloroso, e spesso viene voglia di mollare tutto. Ma se, rialzando la testa, si riesce ancora a intravedere il sogno, allora forse vale la pena continuare.
È stato solo dopo, quando ho riletto tutto a distanza di mesi, che ho capito che quella non era più soltanto una raccolta di pensieri. Poteva diventare una storia da raccontare.
E anche da pubblicare.

Scrivere un libro da content creator: aspettative e realtà
Diciamoci la verità: non tutti i libri dei content creator sono scritti davvero da chi li firma.
Lo so io, lo sai tu e lo sa anche buona parte della loro fanbase.
In fondo non è sempre così importante che il libro sia scritto davvero da quel personaggio. I fan, anche quando sanno che non tutto quello che leggono è reale, cercano comunque un modo per sentirsi più vicini al loro idolo.
In questo meccanismo entrano in gioco anche le case editrici, che spesso propongono ai creator più famosi, quelli con community di centinaia di migliaia di persone, di scrivere, o farsi scrivere, un libro destinato quasi certamente a scalare le classifiche di vendita.
Pur conoscendo queste dinamiche, anche io ho acquistato diversi libri di content creator. Nel mio caso, però, non l’ho fatto per sentirmi più vicina a loro, ma perché trattavano argomenti che mi interessavano davvero.
Una piccola blogger con una community di poche centinaia di follower, come me, difficilmente ha l’occasione di pubblicare con una grande casa editrice.
All’inizio avevo comunque pensato di proporre il manoscritto a realtà editoriali più piccole, ma mi sono resa conto che, anche trovandone una disposta a pubblicarmi, sarebbe passato più di un anno prima di che il libro vedesse la luce.
Prima di tutto il testo deve essere affidato a un editor, che lo revisiona e lo prepara per la pubblicazione. È un lavoro che richiede tempo, e la durata dipende molto da chi se ne occupa.
Dal momento dell’invio del manoscritto alle case editrici, possono passare almeno tre mesi prima di ricevere una risposta.
E nel caso fortunato di un riscontro positivo, bisogna considerare anche i calendari di uscita già programmati: i tempi di pubblicazione possono diventare davvero biblici.
Se si ha tra le mani un libro pensato per restare sempre attuale, e la pazienza necessaria, questa strada è assolutamente percorribile. Ma nel mio caso non lo era.
Il mio è un libro aperto, che racconta un cammino verso un sogno: se quel cammino si interrompesse, anche per ragioni indipendenti dalla mia volontà, l’intera storia perderebbe senso perché si basa proprio su questo.
Per questo motivo alla fine ho scelto di pubblicare con Amazon KDP, la piattaforma di autopubblicazione di Amazon.
E se, arrivata fin qui, sono riuscita almeno un po’ a incuriosirti, il libro lo trovi su Amazon sia in versione cartacea che in quella digitale.

Come pubblicare un libro su Amazon KDP: la mia esperienza
Devo fare subito una premessa: questa non è una guida passo passo, ma il racconto di quello che ho imparato io strada facendo.
Fortunatamente la piattaforma di Amazon KDP è molto intuitiva quindi registrarsi è molto semplice.
Per il resto devo tutto ai tutorial trovati su You tube che per me sono stati illuminanti, un canale su tutti: quello di Stefano Murari , creator su YouTube che spiega passo passo l’autopubblicazione con calma e in modo chiaro.
Da lui ho imparato come ottenere gratuitamente il codice ISBN da Amazon KDP, come comportarmi a livello fiscale e come funziona la parte di royalties e copyright. Se vuoi pubblicare un libro con KDP, ti consiglio di studiare i suoi video.
Un grosso aiuto è arrivato anche dalla guida online di KDP, che spiega davvero tutti i passaggi per formattare sia il testo sia la copertina, fornendo anche template in varie dimensioni.
Per quanto riguarda la versione digitale, invece, il programma Kindle Create è molto intuitivo e permette di editare velocemente un ebook pronto per essere pubblicato.
Dopo aver pubblicato il libro, è consigliabile creare anche la pagina autore tramite Amazon Author Central, dove puoi inserire la tua biografia e una o più foto.
Da lì puoi controllare alcune insight, modificare le descrizioni dei libri e i lettori possono anche cliccare su “segui” per essere avvisati quando pubblichi un altro libro o aggiorni quelli esistenti.
Cosa non fare se pubblichi con amazon kdp
Non farti prendere dalla voglia di caricare testi e copertine in modo frettoloso e impulsivo, senza esserti informata prima su formati, template, margini e modelli.
Rischi di dover rifare tutto più volte.
Ti spiego i miei errori così magari ti eviti delle noie.
Innanzitutto, presa dall’entusiasmo, ho mandato a correggere una bozza ancora molto grossolana e sbrigativa. Quando mi è stata restituita con le note per le correzioni, mi sono accorta che avevo ancora tantissime cose da scrivere.
Dopo aver aggiunto almeno un’altra ventina di pagine, l’ho rimandata in revisione. Rivolgersi a un correttore di bozze è fondamentale se vuoi ottenere un lavoro curato e professionale.
In seguito ho fatto sistemare il manoscritto da un editor. Il correttore di bozze e l’editor sono due figure diverse, anche se a volte coincidono.
Il testo che mi è tornato indietro era perfetto per essere stampato da una casa editrice tradizionale, ma non adatto ad Amazon KDP: i margini sono completamente diversi e ho dovuto rifare tutto.
Attenzione anche nel calcolo del formato del libro. Pensavo che il 6 x 9 pollici fosse una dimensione accettabile, per poi accorgermi, dopo aver ricevuto la copia di prova, che avevo in mano una sorta di quaderno delle medie, molto grande e troppo sottile.
A quel punto ho scelto un formato più piccolo, il 5 x 8 pollici, ma ho dovuto rifare sia la copertina sia la formattazione del testo.
Comunque questa è la mia prima esperienza con Amazon KDP e non escludo di modificare questo articolo o di scriverne uno nuovo, se in futuro scoprirò altre funzioni interessanti da raccontarti.

Come ti cambia scrivere un libro sulla tua storia
Scrivere un libro a 50 anni che racconta una parte della propria vita, come ho fatto io, è un po’ come fare una lunga seduta di psicoterapia con se stesse.
Ti prendi il tempo per ripensare ai tuoi sbagli, ma anche per capire perché hai sbagliato. E, magari, riesci persino a perdonarti.
Trovi risposte a domande che ti sei fatta mille volte senza riuscire a dar loro un senso. Provi a guardarti da fuori, cercando di capire davvero la persona che sta scrivendo.
Scrivere questo libro mi ha cambiata? Non credo.
Penso piuttosto che mi abbia resa più consapevole di quanto sono cresciuta e mi faccia sentire orgogliosa della strada che ho percorso.
Ed è da questa consapevolezza che è nato il mio libro. Lo trovi su Amazon sia in versione cartacea che in e-book.
Se ti va di leggerlo, fammi sapere cosa ne pensi con una recensione direttamente su Amazon.

FAQ su perché scrivere un libro e pubblicarlo con Amazon KDP
Perché scrivere un libro non è solo una questione di visibilità. Può essere un modo per mettere ordine nella propria storia, dare un senso a un percorso e lasciare una traccia di ciò che si è imparato lungo la strada, anche senza avere una grande community.
Sì, perché a 50 anni si ha uno sguardo più consapevole su ciò che si è vissuto. Le esperienze, gli errori e i cambiamenti diventano materiale prezioso da raccontare, soprattutto se fanno parte di un cammino personale e professionale lungo.
Nel mio caso sì. Scrivere mi ha permesso di rileggere il passato con più lucidità, capire come ho reagito alle difficoltà e riconoscere quanto sono cresciuta. È un processo impegnativo, ma può portare a una maggiore consapevolezza.
Amazon KDP è una soluzione valida anche per chi non ha grandi numeri. Permette di pubblicare in autonomia, gestire i tempi e aggiornare il libro nel tempo, senza dover dipendere dai lunghi iter dell’editoria tradizionale.
Dipende dal tipo di libro e dagli obiettivi. Se il libro è pensato per restare sempre attuale, la pubblicazione tradizionale può funzionare. Se invece racconta un percorso ancora in evoluzione, l’autopubblicazione offre maggiore libertà e flessibilità.
Scrivere questo libro mi ha aiutata a capire che il sogno fa parte del cammino, anche nei momenti più difficili. Finché lo si riesce ancora a intravedere, forse vale la pena continuare a camminare, anche a piccoli passi.
Le immagini sono create da AI (in attesa delle foto ufficiali)
