Se ti chiedi cosa fare nel weekend senza partire, visitare la tua città come se fossi una turista può essere un modo semplice per vivere una piccola esperienza di viaggio senza alberghi né grandi organizzazioni.
Te lo dico perché spesso si pensa che senza una valigia e un pernottamento fuori non ci si possa considerare dei turisti. Come se visitare la propria città non avesse senso perché già la si conosce.
Non è così, ci sono tante cose che puoi fare e che ti farà vedere il luogo dove vivi da anni come uno dei più bei posti da scoprire:
- salire su un autobus diretto verso una periferia o un paese vicino che conosci poco
- rifare a piedi la strada che percorri ogni settimana, ma fermandoti stavolta a guardarla
- alzare lo sguardo sui portoni e le finestre dei palazzi più vecchi
- tornare in un museo che hai già visitato
- partecipare ad eventi organizzati dal tuo comune.
Nell’articolo ti racconto come faccio io per scoprire la mia città e come puoi provarci anche tu, quartiere dopo quartiere.
Anche perché prendersi un weekend per girare in modo lento un luogo che già conosci è l’esempio perfetto dello slow travel. Se vuoi approfondire l’argomento ho scritto un articolo su come e perchè scegliere questo modo di viaggiare.

Cosa significa fare i turisti nella propria città
Fare i turisti nella propria città vuol dire dedicarle l’attenzione che di solito riserviamo a un posto nuovo, cercando però qualcosa che un turista vero non ha la possibilità di trovare: a parte più profonda e più intima.
Se arrivi in una città per la prima volta vai in cerca delle cose più famose da visitare e spesso non vai oltre la superficie, per quanto affascinante. Se invece ci sei cresciuta o ci vivi da tempo hai la possibilità di andare oltre.
Il turismo di prossimità, cioè quello che si vive a due passi da casa, in questi anni sta crescendo: la ricerca condotta nell’ambito del progetto SLOWDOWN analizza come questo modo di viaggiare stia diventando parte delle politiche turistiche in tutta Europa, non solo un’abitudine isolata di chi ama tornare nei propri luoghi preferiti.
E’ anche un ottimo modo per provare a viaggiare da sola perché una cosa è andare in centro per fare commissioni un’altra è vivere la città da turista.
Io mi sono trasferita ormai 15 anni fa, in un paese sul mare, sempre in provincia di Trieste ma molto lontano dal centro dove sono cresciuta.
Per questo, ogni volta che torno ‘in città’ (così come la chiamo io), il viaggio comincia ancora prima di salire sul pullman extraurbano. Più mi avvicino al centro, più mi sale la nostalgia di chi rivede un posto conosciuto a memoria ma che viene sorpresa dai cambiamenti e evoluzioni che fa la città nel corso degli anni.
Ed è sempre una scoperta.
Anche se non hai mai cambiato città, probabilmente esiste un posto dove sei cresciuta o hai vissuto a lungo e che oggi frequenti meno, tipo il quartiere dei nonni, la città dell’università, la casa dove abitavi prima.
Tornarci con lo sguardo del turista curioso fa si che la nostalgia diventi parte del viaggio, insieme all’attenzione con cui guardi quello che conoscevi già.
4 modi per iniziare questo weekend di turismo nella tua città
| Idea | Tempo richiesto | Cosa ti porti a casa |
|---|---|---|
| Bus verso la periferia o un paese vicino | Mezza giornata | Un ritmo più lento, luoghi che conosci solo di nome |
| La strada di sempre, senza fretta | 20-30 minuti | Dettagli che di solito ti sfuggono |
| Sguardo in alto su portoni e facciate | Una passeggiata | Dettagli del tuo centro storico che di solito non guardi |
| Un museo già visitato | 1-2 ore | Un livello più profondo di un argomento che ami |
Come visitare la propria città in bus: turistico o di linea
Ogni città ha un servizio di bus turistici, spesso scoperti, che toccano i punti più importanti e caratteristici.
Per qualche ora concediti il piacere di guardare la tua città come se ci fossi appena arrivata. Dal piano superiore di un bus turistico puoi anche scattare fotografie panoramiche che difficilmente riusciresti a fare a piedi.

Il mio consiglio è di seguire l’audioguida come ho fatto io l’ultima volta che sono andata a fare il tour turistico di Trieste.
Nonostante fossi sicura di conoscere perfettamente le tappe del pullman ho scoperto date e avvenimenti che ignoravo totalmente.
Per fare la turista nella tua città c’è una alternativa ancora più economica, salire su un autobus di linea che va verso le periferie più caratteristiche o i paesi vicini che frequenti poco.
Io, per esempio, amo prendere i bus che portano ai paesi del Carso, sull’altipiano triestino, dove tutto sembra rimasto più lento e con un sapore rustico che il centro città ha dimenticato.
Seduta nei sedili posteriori dove la visione è più ampia, assaporo ogni momento, ogni paesaggio, lo sguardo delle persone che salgono e scendono.
Spesso, negli ultimi chilometri prima del capolinea, la vettura si svuota e restare da sola in un mezzo che arranca tra paesetti conosciuti ma sconosciuti allo stesso tempo mi ricorda uno dei miei libri preferiti: L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez.
La protagonista Fermina Daza, ormai anziana, viaggia da sola su una carrozza pubblica attraverso i vecchi quartieri della sua giovinezza. Guarda fuori dal finestrino e si sente letteralmente un fantasma del passato.
“Le bastava svoltare l’angolo per ritrovare i fantasmi della sua giovinezza. Guardando la città muoversi oltre il vetro, ebbe l’impressione che il tempo non fosse mai passato, o meglio, che stesse correndo all’indietro…”
Come riscoprire la propria città a piedi
Il percorso che conosci bene e che fai periodicamente per andare dal dentista o dalla parrucchiera o anche sul posto di lavoro, può diventare un’occasione per scoprire nuovi lati della città.
Rallenta il passo, alza gli occhi e guardati attorno.

Sono strade che conosci talmente bene che le fai a memoria senza dare importanza ad una vetrina nuova, una scritta d’epoca su un muro, un negozio che c’è da sempre e non avevi mai notato.
Anche questo è un modo per visitare la tua città guardandola con gli occhi di un visitatore.
Io, ad esempio, ho un debole per i portoni e le finestre. Mi capita spesso di fermarmi a naso in su a guardare le facciate dei palazzi più vecchi e credimi, a Trieste ce ne sono di splendidi.
Molti dei fregi più belli sono così in alto che li noti solo quando smetti di camminare con la fretta di arrivare
Quando mi metto a camminare così, con lo sguardo alzato, capita che il percorso finisca a Piazza Unità d’Italia ed è li che esce il mio spirito della turista.
Faccio foto e selfie come se fossi arrivata quel giorno, anche se di quel posto ho ormai centinaia di immagini. Ma la piazza più grande d’Europa affacciata sul mare merita comunque di essere guardata con gli occhi stupiti e meravigliati di un turista.
Perché tornare a visitare un museo della propria città
Quando un museo parla di un argomento che ti appassiona, una sola visita non basta. La curiosità di sapere se ci sono nuovi reperti, oggetti o esposizioni ti invita a tornare più volte l’anno e ogni volta riparti da zero, come se il museo non l’avessi mai visto.
Molti musei, inoltre, rinnovano periodicamente parte del percorso espositivo o organizzano mostre temporanee, quindi una seconda visita raramente è identica alla prima.

Io ho due musei a cui torno costantemente: il museo del mare e il museo ferroviario. Entrambi sono parte integrante della mia vita, il mare perché mi affascina, mi rincuora quando sono triste e mi rinvigorisce quando respiro l’aria impregnata di sale.
Il museo ferroviario perché i treni sono la mia passione, figlia di ferroviere che ha contribuito anche all’allestimento del museo, mi perdo nelle sale interne ma soprattutto amo vagare nel cortile esterno dove riposano placide le antiche locomotive e i vagoni degli anni 40 restaurati perfettamente.
Come scoprire la città attraverso eventi e manifestazioni
Un modo per vivere la propria città in modo diverso è partecipare agli eventi organizzati dal comune. Molti sono gratuiti oppure hanno un costo contenuto e sono fatti in quartieri un pò defilati dalla città e che quindi ti permettono anche di conoscere zone che magari non hai mai visto.

Nel periodo estivo ci sono cinema in piazza, qualche rassegna enogastronomica, i mercati della regione, gli incontri all’aperto con gli scrittori.
Sono momenti in cui si può partecipare senza la ressa dei grandi eventi in centro e onestamente sono i miei preferiti perché posso godermi la città in modo diverso facendo cose che probabilmente non farei.
Quante volte ti sei fermata a osservare una mostra o una esposizione nella piazza di un luogo dove sei in vacanza? E ora pensa, quante volte lo hai fatto nella tua città. Poche immagino, perché alcuni eventi, se fatti a due passi da casa, ci sembrano meno interessanti. Se decidi di fare la turista nella tua città anche questi momenti diventano parte della scoperta.
Se hai voglia di capire meglio da dove nasce questa filosofia della lentezza applicata alle città, puoi dare un’occhiata a Cittaslow, la rete internazionale nata a Orvieto che riunisce centinaia di città in tutto il mondo intorno all’idea del buon vivere e dei ritmi più umani.
Un weekend per cominciare
Alla fine, riscoprire la propria città non richiede un’organizzazione complessa, ti bastano un autobus preso a caso, una strada percorsa lentamente e con lo sguardo alzato, una mostra piccola scelta al posto di un evento affollato. Sono piccoli momenti che messi insieme ti fanno scoprire la città dove vivi con la stessa sorpresa e meraviglia di un turista che ci arriva per la prima volta.
Parliamone nei commenti
Qual è il dettaglio della tua città a cui non ti fermi mai a guardare? adoro scoprire le vostre esperienze e scambiare opinioni!
FAQ sul fare la turista nella tua città
Dedicandole l’attenzione che di solito riserviamo solo ai luoghi nuovi: rallentare il passo, prendere un mezzo pubblico verso una zona poco frequentata, fermarti dove di solito passi in fretta.
Puoi scegliere un quartiere che conosci poco e dedicargli un’intera mattinata, tornare in un museo già visto, oppure informarti sugli eventi organizzati dal comune scegliendo quelli meno affollati.
Lo slow travel è scegliere la qualità del tempo che passi in un luogo, invece di rincorrere quanti posti riesci a vedere. Ne parlo meglio nel mio articolo su come vivere lo slow travel dopo i 50 anni.
È il turismo che si fa a due passi da casa, spesso con l’autobus di sempre o poco più in là, senza bisogno di spostamenti lunghi o costosi.
Sono piccole esplorazioni della tua zona, spesso a piedi o in bicicletta, pensate per notare angoli che di solito non guardi, anche a pochi minuti da dove vivi.
Sì. Un biglietto dell’autobus, qualche ora libera e la voglia di guardare la propria città con occhi diversi bastano per vivere una piccola esperienza di viaggio, anche a costo quasi zero.
Scegli una sola zona o un solo tema (un quartiere, un museo, un percorso a piedi), lascia spazio libero nell’agenda invece di riempirla di tappe, e prenditi il tempo per fermarti senza fretta di passare al punto successivo.

