Cara amica, hai mai pensato a quanta energia, acqua e risorse servano per produrre un capo di abbigliamento?
Più di quello che potresti immaginare e l’industria della moda è una delle più inquinanti al mondo grazie al fatto che il fast fashion ci ha abituati a comprare tanto, troppo e di scarsa qualità.
Ma c’è una soluzione per ridurre lo spreco: vestirsi in modo sostenibile. Sia scegliendo capi creati in tessuti e filati provenienti da materiali di recupero o prodotti in modo ecosostenibile, sia acquistando abiti usati.
Proprio perché l’abbigliamento sostenibile e la scelta di acquistare abiti usati sono sempre più di tendenza, in questo articolo ti parlo di tre metodi per comprare abiti usati di ottima qualità.
Sempre più persone, me compresa, stanno scegliendo la moda sostenibile cercando di vestire più etico, acquistando capi second hand nei mercatini vintage e sulle piattaforme come Vinted.
Il bello? Non solo si fa del bene all’ambiente, ma si risparmiano un sacco di soldi rinnovando l’armadio con pezzi unici.

E comunque per fare shopping in modo sostenibile ed economico ci sono anche altre strategie che puoi adottare delle quali ti ho già parlato.
Cosa significa vestire sostenibile oggi
Il fast fashion purtroppo ci ha abituati a comprare vestiti a prezzi stracciati, ma dietro questi costi bassi si nascondono realtà spaventose:
- Lo sfruttamento dei lavoratori, anche giovanissimi, costretti a lavorare senza diritti.
- La produzione del 10% delle emissioni globali di gas serra, una quota maggiore di quella dei voli internazionali e delle grandi navi cargo.
- L’inquinamento delle acque a causa di fabbriche che non rispettano i codici di smaltimento è uno dei motivi per cui ogni anno si producono tra 80 e 100 miliardi di nuovi capi, molti dei quali realizzati con processi altamente inquinanti.
- Montagne di abiti e residui di lavorazione che finiscono nelle discariche: Greenpease stima che solo nell’Unione Europea vengano gettate circa 5 milioni di tonnellate di vestiti e calzature all’anno.
Ma la soluzione a questo disastro ambientale e umano c’è ed è investire in meno capi ma di ottima qualità, oppure scegliere la moda sostenibile.
Secondo il Future Market Insight, sito di ricerche di marketing, il mercato globale dell’abbigliamento second-hand è stimato intorno ai 210 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe superare i 580 miliardi entro il 2035, con una crescita annua di circa il 10,7%.

Acquistare pochi pezzi, ma di qualità, con tessuti pregiati, cuciture resistenti e tagli sartoriali fanno sì che possano accompagnarti per anni, risparmiando nel lungo periodo e riducendo il bisogno di acquisti.
Un esempio concreto? Una tuta elegante plus size che avevo comprato anni fa per un matrimonio continua a far parte del mio guardaroba e la indosso ancora oggi in occasioni diverse, segno che quando un capo ti rappresenta non resta chiuso nell’armadio.
Vestire sostenibile scegliendo di comprare abiti usati, invece, significa dare nuova vita a vestiti che altrimenti verrebbero scartati, promuovendo un’economia circolare più sostenibile.
Ti permette inoltre di prenderti qualche sfizio cercando il capo particolare o magari vintage, da sfoggiare così o magari da modificare secondo il tuo gusto.
Io per esempio, ho la passione per i cappotti e quest’inverno ne ho acquistati due, originali vintage e in pura lana, spendendo una cifra ridicola su una piattaforma di abiti usati.
Perché scegliere abiti usati è una scelta sostenibile ed economica
Ammettiamolo, fino a qualche anno fa, comprare vestiti usati veniva visto con un po’ di diffidenza.
Io stessa, quando andavo ad acquistare in uno dei primi negozi dell’usato della mia città, prendevo solo magliette da usare per casa o jeans.
Oggi, invece, vestire con abiti usati è diventato una tendenza molto seguita anche tra le fashion addicted. Ormai è sempre più frequente vedere le influencer di moda mostrare il loro abbigliamento sostenibile in reel o post sulle piattaforme social.
In primis perché la moda sostenibile, in particolare comprare abiti usati, è economica. Si possono trovare capi di brand famosi a prezzi bassi e anche capi vintage che una volta venivano catalogati come ‘vecchi’ adesso sono molto ricercati.
E, ovviamente, è sostenibile perché scegliere abiti usati riduce la domanda di nuovi capi e quindi l’impatto ambientale.
Da non sottovalutare il fatto che anche promuovere uno stile di vita sostenibile è diventata una tendenza del momento, per fortuna aggiungerei io.
| Piattaforma | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Vinted | Gratuito per i venditori; facile da usare; buona visibilità; pagamenti sicuri; promuove la moda sostenibile | Commissioni per gli acquirenti; spedizioni a carico di chi compra; molta concorrenza; possibili truffe |
| Vinokilo | Esperienza unica; capi vintage di qualità; sostenibilità; atmosfera coinvolgente; ampia varietà di scelta | Prezzi al chilo variabili; taglie limitate; eventi non sempre vicini; possibile affollamento |
| Negozi e mercatini dell’usato | Prezzi accessibili; moda sostenibile; capi unici e vintage; brand di lusso a prezzi ridotti; qualità superiore; supporto all’economia circolare | Disponibilità limitata; condizioni variabili dei capi; richiedono tempo e pazienza; rivendita non sempre vantaggiosa |
Quali piattaforme aiutano a ridurre lo spreco di vestiti

Negli ultimi anni, il mercato della moda sostenibile ha visto nascere varie piattaforme di vendita non solo di abiti usati ma anche di altri oggetti.
Sulla scia della capostipite Ebay dove si potevano e si possono tutt’ora trovare oggetti usati e non, si sono create varie app di vendita, alcune dedicate esclusivamente a moda e bellezza (con qualche invasione di campo).
Vinted è diventata una delle piattaforme più popolari per acquistare e vendere abiti usati.
Ma cos’è esattamente Vinted? Come funziona? E quali sono i suoi vantaggi e svantaggi?
Cos’è Vinted e come funziona
L’idea alla base della piattaforma Vinted è semplice: creare uno spazio in cui le persone possono vendere i propri vestiti usati in modo facile e veloce.
Il progetto, nato in Lituania, ha avuto così tanto successo che in pochi anni si è espanso in tutta Europa e negli Stati Uniti, diventando una delle piattaforme più usate per chi vuole acquistare abiti di seconda mano, contribuendo anche alla moda sostenibile.
Vinted è un’app gratuita dove per vendere i tuoi abiti, scarpe o accessori, ti basta caricare una foto, scrivere una descrizione e impostare un prezzo.
Ovviamente puoi comprare capi usati a prezzi convenienti scegliendo in modo semplice grazie alla possibilità di filtrare la ricerca per marca, taglia e prezzo.
La piattaforma gestisce i pagamenti in modo sicuro e offre diverse opzioni di spedizione per rendere l’acquisto e la vendita più semplici.
Ecco perché, quando parliamo di comprare abiti usati, non possiamo non citare Vinted.

Cos’è Vinokilo e come funziona il vintage a peso
Se ami la moda vintage e ti piace andare alla ricerca di capi originali e introvabili, probabilmente hai già sentito parlare di Vinokilo.
Ma cos’è Vinokilo e perché è diventato così famoso tra chi ama la moda sostenibile?
Si tratta di un brand che organizza eventi di vendita di abbigliamento di seconda mano, dove i capi vengono venduti “al chilo”, proprio come succede nei mercati dell’usato.
Vinokilo è nato in Germania nel 2016, grazie a un idea di Robin Balser, con l’obiettivo di ridare vita ai capi vintage di alta qualità ma anche creando degli eventi di shopping sostenibile e divertente.
Nel giro di pochi anni, Vinokilo è diventato un vero fenomeno europeo, con eventi in tantissime città e una forte community di appassionati di moda sostenibile.
Come funziona Vinokilo?
Vinokilo organizza eventi pop-up in varie città europee, dove chiunque può acquistare abbigliamento vintage pagando in base al peso.
Gli eventi si tengono in centri commerciali, spazi fieristici o comunque luoghi pubblici molto grandi.
Oltre ad acquistare i capi spesso c’è la possibilità di riposare in corner bar sorseggiando cocktail in ambienti simpatici e pop.

Il biglietti si prenotano solo online, quelli gratuiti sono a numero limitato e quando finiscono si può scegliere tra varie opzioni come il ticket early bird per un accesso esclusivo o il pacchetto completo che permette l’entrata libera a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno dell’evento.
Infine, con una modica cifra, c’è la possibilità di avere un personal shopper che ti accompagna e ti consiglia durante gli acquisti.
E’ possibile portare i propri abiti e accessori usati durante l’evento, c’è una zona dove vengono accettati previo meticoloso controllo da parte degli addetti.
Per ogni chilo ritirato si ha diritto ad un buono sconto da spendere da Vinokilo.
Come funziona in parole povere l’evento:
- Prenoti l’ingresso all’evento attraverso il sito di Vinokilo.
- Scegli i capi che ti piacciono, selezionati tra brand di alta qualità.
- Pesi i tuoi acquisti: il prezzo finale si calcola in base ai kg di abbigliamento acquistati.
Mercatini e negozi second hand: l’alternativa ‘sotto casa’
Comunque non devi per forza affidarti alle app o agli eventi itineranti per fare shopping sostenibile.
I cari e vecchi mercatini dell’usato presenti in ogni città, sono una miniera d’oro per chi ama la moda e vuole risparmiare acquistando abiti usati.
E non solo i mercatini, spesso si trovano negozietti vintage dove scovare vestiti, accessori e scarpe a prezzi super convenienti.

Negli ultimi anni, la moda di vestire con abiti usati è diventata sempre più popolare, grazie all’attenzione crescente per la sostenibilità e al desiderio di trovare capi unici a prezzi vantaggiosi.
Ma cosa sono esattamente i negozi second-hand? Quali sono i pro e i contro dello shopping di seconda mano?
Cosa sono i negozi dell’usato?
I negozi second-hand, o più comunemente detti negozi dell’usato, sono punti vendita specializzati nella vendita di abbigliamento, accessori e oggetti di seconda mano.
Questi capi provengono da donazioni, reselling o selezioni curate di articoli vintage e di alta qualità e quindi spesso si possono trovare abiti nuovi con tanto di cartellino.
Ci sono diverse tipologie di negozi second-hand:
- Thrift stores – Negozi di beneficenza, come Oxfam o Humana, che vendono vestiti donati per scopi solidali.
- Vintage stores – Boutique specializzate in pezzi rari e di valore, spesso firmati.
- Consignment stores – Negozi che vendono per conto di privati e offrono una percentuale sulla vendita.
- Mercatini dell’usato – Eventi temporanei dove si possono acquistare abiti usati a prezzi convenienti.
Il meccanismo di questi punti vendita, che siano negozi o mercatini, è molto semplice:
- Raccolgono capi di seconda mano da donatori o rivenditori.
- Selezionano e valutano gli articoli, scegliendo quelli in buone condizioni o di valore.
- Li mettono in vendita a prezzi ridotti, spesso con sconti fino al 70% rispetto al nuovo.
- Alcuni negozi accettano capi in conto vendita, pagando il venditore solo dopo l’acquisto.

La moda sostenibile economica è possibile? Il mio punto di vista
Sì, è possibile. Ma non nel modo in cui siamo stati abituati a pensare alla moda negli ultimi anni.
Quando parlo di moda sostenibile economica non intendo riempire l’armadio spendendo poco, ma imparare a comprare in modo diverso.
Significa cambiare mentalità: meno quantità, più qualità. Scegliere capi che durano nel tempo, che si possono abbinare facilmente e che non finiscono dimenticati dopo due uscite.
Per me la moda sostenibile oltre alla scelta legata all’ambiente, significa valutare ciò che entra nel guardaroba e dare più valore a quello che già possiedo.
In questo senso, gli abiti usati non sono più un ripiego, ma un modo intelligente per vestirsi bene, trovare pezzi particolari e allo stesso tempo ridurre lo spreco.
Alla fine, vestirsi in modo sostenibile ed economico non è una rinuncia ma un cambio di prospettiva: comprare meno, scegliere meglio e usare anche gli abiti usati per comporre il nostro stile.
Parliamone nei commenti
Hai mai acquistato vestiti usati o stai pensando di iniziare? Raccontami la tua esperienza, mi piace confrontarmi e scambiare opinioni sulla moda sostenibile!
FAQ sul fashion sostenibile
Assolutamente no! Anzi, comprare di seconda mano è un ottimo modo per risparmiare e trovare capi di qualità a prezzi bassissimi.
Puoi provare su piattaforme come Vinted, partecipare agli eventi Vinokilo o visitare i mercatini vintage della tua città.
Perché l’industria del fast fashion ha un impatto devastante sull’ambiente e spesso sfrutta il lavoro a basso costo. Comprare meno, ma meglio, è la chiave per un futuro più sostenibile.
Se ti chiedi cos’è Vinokilo, sappi che non è un’app ma un evento di vendita al chilo, diverso da Vinted che nasce come piattaforma online fondata da Milda Mitkute e Justas Janauskas. Insomma, due esperienze diverse per chi vuole vestire sostenibile.
