Le borse insolite per l’estate sono il dettaglio che ravviva un outfit banale o classico trasformandolo in qualcosa che racconta come sei e come affronti la vita.
Se anche tu come me, hai la passione per gli accessori insoliti che si facciano notare e che siano abbastanza originali, ecco da dove partire:
- la borsa in listelli di bambù, oggi copiata da brand di ogni fascia di prezzo
- rafia, vimini, uncinetto e upcycling, il filone artigianale più solido di sempre
- le borse stampate in 3D, la frontiera più curiosa e sostenibile del momento
- le tote bag “introvabili” di Vogue e Vanity Fair, che ogni anno scatenano vere cacce al tesoro in edicola
Continua a leggere l’articolo perché di borse particolari ne ho provate parecchie in questi anni, soprattutto nelle giornate estive, e qualcuna l’ho anche rotta per l’eccessivo utilizzo!

Quali sono le borse insolite più interessanti da provare
Le borse insolite più interessanti che si trovano in giro nascono quasi sempre da una di queste quattro idee:
- un materiale artigianale lavorato a mano (bambù, rafia, vimini, uncinetto),
- una forma di design che si allontana dal solito rettangolo con manico,
- una tecnologia nuova applicata sia alla struttura che alla realizzazione.
- una tiratura così limitata da diventare un piccolo caso mediatico.
E non è una moda legata a un periodo particolare bensì un filone che si rinnova ogni anno, con protagonisti diversi ma la stessa logica di fondo, stupire con le borse più originali.
Ma la verità, a prescindere da tutte le mode del momento, è un’altra: chi indossa una borsa insolita non lo fa per seguire i trend, lo fa quasi sempre per l’opposto e cioè per distinguersi da chi fa delle tendenze lo stile di vita.
Borse insolite a confronto: bambù, rafia, 3D e tote bag da edicola
| Tipo di borsa | Stile | Occasione ideale | Cosa sapere prima di comprarla |
|---|---|---|---|
| Bambù a listelli | Struttura rigida a ventaglio, texture naturale | Aperitivo, mare, città in estate | Facile da trovare anche vintage o di seconda mano. |
| Rafia, vimini, uncinetto | Intreccio morbido, spirito boho | Spiaggia, mercato, giardino | Da tenere all’asciutto, occhio all’umidità |
| Stampata in 3D | Forme scultoree, colori decisi, pezzo quasi unico | Serata, evento, outfit da dichiarazione di stile | Spesso realizzata su ordinazione, i tempi di attesa possono essere più lunghi |
| Tote bag da edicola | Tela stampata, design da collezione | Spesa, mare, uso quotidiano | Va cercata nei primi giorni di uscita, si esaurisce in fretta |
La borsa a listelli di bambù: il cestino da picnic o per andare a funghi
Un paio di anni fa, alla ricerca di una borsa un po’ particolare da inserire nel mio guardaroba estivo, ho visto su una rivista la borsa in listelli di bambù Ark Bag di Cult Gaia.
Nata dal marchio californiano fondato da Jasmin Larian e disegnata ispirandosi alla forma dei tradizionali cestini da picnic giapponesi in pochi mesi è diventata uno degli accessori più fotografati sui social e sulle riviste di moda, contribuendo a riportare in auge il bambù come materiale di tendenza.
Da quel disegno sono nate infinite reinterpretazioni, dalle copie economiche vendute online a pochi euro fino a versioni di fascia più alta firmate da altri marchi, composte anche da materiali diversi, dall’acrilico colorato alla pelle intrecciata.

L’ho vista su Vinted circa un anno fa, costava poco (una quindicina di euro) e ovviamente non era originale ma non ho perso tempo e l’ho acquistata subito.
E’ vero, non serve a quasi niente, ci entrano si e no il portafogli, le chiavi e il cellulare ed essendo ‘solo struttura’ è anche poco discreta. Io ho ovviato inserendo una pochette all’interno giusto per avere un contenitore con la cerniera per custodire il borsellino.
L’aneddoto divertente che racconto spesso e che mio marito la chiama “il cestino per andare a funghi” e ogni volta che la indosso ci ridiamo su insieme.
Però la amo follemente e ho ricevuto spesso commenti di apprezzamento, è una di quelle borse che porto sempre più spesso proprio perché quella battuta è diventata parte del suo fascino.
Ed è anche la prova migliore che non serve spendere tanto per avere un pezzo che si fa notare.
La struttura a listelli intrecciati ha bisogno di un po’ di cura ma il modello si abbina a un jeans quanto a un abito di lino e la indosso tanto per un aperitivo quanto per una passeggiata in centro.
Rafia, vimini, uncinetto e upcycling: il filone artigianale che non passa mai di moda
Non solo di bambù vive l’amante delle borse insolite in estate perché un altro tipo di materiale naturale da il meglio sotto il sole d’agosto: rafia, vimini e paglia.
Che siano intrecciate a mano o lavorate all’uncinetto, queste fibre naturali sono sempre protagoniste anche sulle passerelle più importanti con modelli in crochet realizzati artigianalmente, spesso in collaborazione con laboratori che tramandano tecniche antiche di cestai.
Da anni ormai questi accessori non sono più considerati “da spiaggia” e quindi di serie B, ma sono frutto di un lavoro artigianale che merita di essere esaltato con ogni tipo di look.

Personalmente è il tipo di borse particolari che più uso in assoluto d’estate. Ogni anno mi lascio conquistare da borsette fatte a mano all’uncinetto o in upcycling, magari ricavati da jeans smessi e stoffe di recupero cucite insieme.
Sono i pezzi che trovo ai mercatini e nelle fiere di artigianato che trovo per caso, magari nella località di vacanza che frequento.
Essendo stata anche io una artigiana del tessile per molti anni, ammiro queste piccole sarte che lavorano in proprio creando borse uniche senza seguire i trend del momento ma solo seguendo la loro creatività.
Una cosa sono certissima, non esiste una categoria di donne a cui una borsa insolita come queste non sia adatta, né un’età giusta o sbagliata per indossarla.
L’importante è il contesto in cui la porti, che per quel che mi riguarda può essere quasi ogni occasione, tranne forse un funerale o un’udienza dal Papa.
Borse stampate in 3D: come sono fatte e perché mi hanno conquistata
Ora ti faccio conoscere un modo curioso e ancora poco conosciuto: quello delle borse stampate in 3D.
Sono accessori costruiti strato dopo strato da una stampante, invece che tagliati e cuciti come una borsa tradizionale.
Ho scoperto questa realtà così moderna e affascinante grazie a uno dei nomi più interessanti in questo campo, Edoardo Amoroso, ricercatore in architettura all’Università di Napoli, che mi è apparso un giorno per caso scrollando il feed di Instagram.
Le sue creazioni sono realizzate in PLA, una bioplastica biodegradabile ricavata dagli zuccheri di mais e barbabietola e negli anni ha collaborato anche con brand emergenti di moda e design.
È così che spulciando il profilo ho scoperto, la sua borsa Chela: il nome richiama la forma della zampa di granchio (o di scorpione), che dà alla borsa una silhouette scultorea e molto riconoscibile.
Me ne sono innamorata subito e la vorrei comprare il prima possibile perché è esattamente il tipo di borsa che sfoggerei ad ogni evento.
Le tote bag introvabili di Vogue e Vanity Fair: la caccia al tesoro di ogni estate
Ora ti porto nello strano mondo delle fashion addicted che non perde occasione per stupirmi.
Negli ultimi tre anni, sia Vogue Italia che Vanity Fair allegano al numero di giugno o luglio una tote bag da collezione, firmata da un artista diverso di volta in volta.
Ogni anno la storia si ripete sempre uguale: le copie vanno esaurite in poche decine di minuti nelle edicole più richieste, gli edicolanti si ritrovano con liste di prenotazioni chilometriche e nei giorni successivi la borsa compare in vendita su eBay o Vinted a un prezzo anche doppio o triplo rispetto all’originale.
E puntualmente scoppiano le polemiche e le critiche su chi compra copie su copie solo per rivenderle.

Io non sono mai stata interessata a quelle tote bag perché ho tantissime borse in tela sia comprate che regalate e non sento il bisogno di aumentare la collezione.
L’anno scorso però mi è capitato per caso di passare dal mio edicolante e di trovarle disponibili in quantità, proprio mentre infuocava la polemica sulla loro introvabilità.
Certo avrei potuto comprarle tutte e rivenderle su Vinted, ma non mi abbasso a tanto per due lire.
Ho preso quella di Vogue nella fantasia blu e quella di Vanity Fair perché mi piaceva la stampa di Sezàne e siccome sono più capienti di quelle che già possiedo le uso ogni tanto per la spesa o per andare al mare.
Sono carine, comode, ma non le avrei mai comprate a tutti i costi, né avrei mai pensato di farne un piccolo business sulle spalle di chi le cercava davvero.
Le borse che restano nel cuore anche quando si rompono
Tutte le borse insolite che ho acquistato e tanto amato non sono state frutto di acquisti costosi anzi. Da giovane avevo una borsa a forma di locomotiva, bianca e nera, comprata spendendo pochissimo.
L’ho usata per tutta un’estate fino a quando durante un viaggio in treno, per una incredibile beffa del destino, si è rotta la tracolla.
Era una borsa low cost, ma l’ho amata proprio perché era diversa da tutte le altre. Credo di averla acquistata solo io perché nessuna delle mie amiche ne aveva una uguale e, sebbene suscitassi una divertente curiosità quando la usavo, ne ero molto soddisfatta.

Le O-bag invece, sono borse insolite e originali che mi hanno accompagnata in questi ultimi anni e sono la dimostrazione che un’idea originale, se ben costruita, può diventare un classico.
Nascono dall’azienda padovana Fullspot, che nel 2011 ha lanciato queste borse componibili in gomma EVA, un materiale resistente, lavabile e anallergico. Il concept è semplice, scocca dal design minimal da personalizzare con manici, fodera interna e bordo che si scelgono e si cambiano in base all’umore o alla stagione.
Queste borse o si amano o si odiano e io le ho amate fin da quando sono uscite, essendo alternative e originali proprio per il materiale insolito e per la possibilità di personalizzarle pezzo per pezzo.
Anche se oggi non sono più ovunque come qualche anno fa, ne uso ancora due, una marrone che porto in inverno e una beige per l’estate. quando si consumano, o quando voglio cambiare loro ‘faccia’ cambio i manici, la fodera, qualche dettaglio, e mi ritrovo con una borsa diversa senza comprarne una nuova.
Una borsa insolita richiede un pizzico di coraggio
Mi preme farti notare che indossare una borsa insolita significa accettare che qualcuno la noterà.
C’è chi ti farà un complimento, chi ti chiederà dove l’hai trovata e chi la guarderà con un sorriso perplesso fino ad arrivare a chi ti guarderà come se tu fossi un po’ matta.
Fa parte del gioco e lo devi sapere, se scegli un accessorio fuori dagli schemi, probabilmente non stai cercando di passare inosservata ma di raccontare qualcosa del tuo modo di essere.
Per me è proprio questo il bello, ho sempre indossato le borse insolite proprio per mandare una dichiarazione di personalità. L’ho sempre indossate con naturalezza e senza preoccuparmi troppo del giudizio degli altri.
Perché continuo a scegliere borse fuori dagli schemi
Indossare una borsa insolita aiuta a valorizzare, o dare carattere a un look classico (o noioso). Non è mai una questione di prezzo o di età giusta, è una questione di carattere, e il carattere non passa mai di moda.
Parliamone nei commenti
Tu quale borsa insolita hai già nell’armadio, o quale vorresti provare quest’estate? adoro scoprire le vostre esperienze e scambiare opinioni!
Domande frequenti sulle borse insolite
Quali sono le borse insolite più interessanti da provare?
Le più interessanti sono quelle artigianali in rafia, vimini e uncinetto, il bambù a listelli in stile mezzaluna, le tote bag da edicola diventate oggetti da collezione e le prime borse stampate in 3D, un piccolo laboratorio di sperimentazione sostenibile.
Le borse in rafia o vimini sono adatte a ogni età?
Sì, non esiste un’età giusta o sbagliata per portarle: l’importante è il contesto. Vanno bene per la spesa, il mare, un aperitivo, e restano fuori luogo solo nelle occasioni davvero formali.
Come si abbina una borsa in bambù a listelli?
Si abbina praticamente a tutto, dal look più easy con jeans e camicia di lino a quello più curato, perché la sua texture naturale contrasta bene sia con tessuti semplici sia con abiti più eleganti.
Cosa sono le borse stampate in 3D e quanto costano?
Sono borse costruite strato dopo strato da una stampante 3D, spesso in PLA, una bioplastica biodegradabile ricavata da mais o barbabietola. I prezzi variano molto da designer a designer, in base alla complessità del modello e ai tempi di produzione, che essendo su ordinazione possono richiedere qualche settimana di attesa.
Perché le tote bag di Vogue e Vanity Fair sono così difficili da trovare?
Perché escono in tiratura limitata insieme al numero del mese e vanno a ruba nei primi giorni, a volte in meno di un’ora nelle edicole più richieste. Questo alimenta anche un mercato di rivendita a prezzi più alti su piattaforme come eBay o Vinted.
Come si pulisce una borsa in vimini o rafia?
Basta un panno leggermente inumidito, senza prodotti chimici aggressivi: si passa delicatamente sulla superficie e si lascia asciugare completamente lontano da fonti di calore dirette prima di riporla.
Le O bag sono ancora un buon acquisto?
Sì, restano un classico intramontabile per chi ama personalizzare l’accessorio in base all’outfit e alla stagione: al di là delle mode del momento, la gomma EVA con cui sono realizzate è resistente e facile da pulire, e la possibilità di cambiare i componenti le rende una scelta pratica anche a distanza di anni.

