una donna guarda una piantina dell'italia per scegliere una meta slow travel per le vacanze

Mete slow travel Italia: dove e come trovare i borghi fuori dal caos

Esempio di trucco luminoso su pelle matura con texture leggere

Cristina Marco

Sono Cristina, la voce di Oltre le apparenze. Scrivo di beauty, moda, viaggi e lifestyle con un punto di vista insolito ma sincero perché ho smesso di adeguarmi alle regole non scritte imposte alle donne in base all'età. Quello che racconto l'ho prima vissuto io, sulla pelle e nella vita di tutti i giorni, con l'esperienza che mi porto dietro da anni di scrittura editoriale.

Cerchi un posto tranquillo dove andare in vacanza ma i siti di viaggio ti propinano sempre gli stessi posti che ormai conosce tutto il mondo? Beh devi imparare la tecnica per trovare la meta slow travel più adatta alle tue esigenze. Inizia con:

  • Borghi con meno di 5.000 abitanti, non citati nelle guide turistiche
  • Google Maps come strumento di esplorazione, non come navigatore
  • Un nome strano o un paesaggio intravisto per caso come punto di partenza


In questo articolo ti racconto come scelgo io una meta slow travel in Italia e ti consiglio quattro paesi ancora poco turistici come Venzone in Friuli, Bevagna in Umbria, Locorotondo fuori dalla rotta Alberobello, e Carloforte raggiungibile solo via mare.

Se vuoi capire perché ad un certo punto vale la pena rallentare, ti consiglio il mio articolo su come e perché scegliere lo slow travel dopo i 50. Poi torna qui, che andiamo a cercare insieme i posti giusti.

donna che passeggia su una strada poco popolata di un paese rurale tranquillo durante la sua vacanza lenta

Dove e come cercare paesi fuori dal turismo in Italia

Per capire dove e come cercare le migliori mete slow travel in Italia fuori dai circuiti turistici, bisogna partire dalle cosiddette “zone d’ombra geografica“: luoghi ricchi di storia, natura e vita vera che non sono affollati perché nessuna agenzia turistica o travel blogger li hanno ancora scoperti e proposti al pubblico.

E non sto parlando di luoghi inaccessibili o privi di comfort, ma di posti dove il sabato mattina puoi andare in piazza con i residenti a bere il caffè senza il vociare delle guide turistiche che si portano dietro decine di persone.
Dove non esistono negozi di souvenir ma piccoli negozietti pieni di specialità gastronomiche del posto (da portare in ricordo a tutti gli amici). E magari dove dormire in un hotel gestito sempre dalla stessa famiglia che lo eredita di padre in figlio.

ll mio consiglio: A proposito di alberghi: quando cerco dove dormire, la prima cosa che guardo sono gli alberghi diffusi: strutture nate dal recupero di edifici storici, dove dormi in un appartamento nel centro del borgo ma con i servizi di un piccolo hotel. Spesso a conduzione familiare, da prenotare per tempo perché i posti esauriscono velocemente.

Google Maps mi dice dove andare

La prima cosa che faccio quando mi metto a cercare dove fare un viaggio lento e tranquillo è aprire Google Maps.

Scelgo una zona d’Italia che conosco poco o che ho visto di passaggio e inizio a muovermi sulla mappa come se stessi passeggiando. Cerco zone che abbiano punti di interesse come un lago, un’abazzia, un parco da esplorare e aspetto che qualcosa mi chiami.
Non ci crederai ma è così che ho visitato luoghi incantevoli mai conosciuti prima.

close up su tablet con google maps che viene consultata per cercare un paese tranquillo e rurale
Immagine creata con AI

Se ha il nome giusto è il posto giusto

Un altro modo che uso per scegliere, e funziona praticamente sempre, è farmi incuriosire da un nome strano, inaspettato o evocativo.
Se un posto ha un nome che mi attira prima controllo sulla mappa se è semplice arrivarci e poi indago con una ricerca più specifica. E se sul web trovo poche notizie allora è il posto giusto per me.

L’effetto Giro d’Italia

Questa fonte di ispirazione arriva da quando ero piccola. Mio padre amava il Giro d’Italia di ciclismo e ogni anno, caricava in auto tutta la famiglia, insieme ad enorme cesto da pic nic per andare a vedere la tappa più vicina.

Da allora, ogni anno, guardo in TV tutto il Giro in rosa che attraversa l’Italia: salite appenniniche, paesi di passaggio, vallate che la telecamera inquadra dall’alto per pochi secondi prima di tornare sui ciclisti.
Intanto che faccio il tifo per il mio ciclista preferito, mi appunto anche i nomi dei paesi che mi incuriosiscono di più.
Poi faccio una ricerca in rete per capire in che modo si arriva, dove alloggiare e cosa vedere nei dintorni.
Grazie al Giro d’Italia ho trovato alcuni paesetti (soprattutto in Friuli) che sono veri gioielli per una vacanza tranquilla.

Cartolina stile vintage del giro d'Italia di ciclismo Creata con AI
Immagine creata con AI

3 modi per capire se una meta è davvero slow

Prima di scegliere dove andare, mi faccio una lista di almeno 4/5 mete e poi controllo queste tre cose. Se la ipotetica futura destinazione non supera l’esame la scarto e passo alla successiva. Di solito su 4 posti uno sicuramente risponde ai criteri che cerco.

1. Meno di 5.000 presenze turistiche annue nel comune: è la soglia che uso io, non un parametro ufficiale.
Perché secondo un rapporto ENIT del 2024, l’80% dei flussi turistici italiani si concentra in meno del 10% dei comuni.
Questo significa che una infinità di borghi sono visitati da pochissime persone ogni anno. Non perché non meritino, ma perché nessuna guida li ha ancora “scoperti”. Ecco io cerco quei borghi.

2. Nessuna presenza nei travel blog più famosi e nessuna citazione di ‘travel influencers’
Le citazioni di persone famose nel web e sui social, per quanto nate con le migliori intenzioni, oggi funzionano come un faro che guida orde di turisti mordi e fuggi del fine settimana. Ne parla la travel blogger Sabrina Barbante in questo articolo che trovo molto interessante.
Dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, i paesi si trasformano in bolge turistiche e quello che resta il lunedì mattina è solo un luogo spogliato della sua identità perché ogni angolo diventa pretesto per sfruttare quei visitatori voraci. Quindi: se il luogo che ho scelto è diventato troppo virale, o ci rinuncio o ci vado fuori stagione.

3. Raggiungibile anche senza auto propria (anche se con pazienza)
Questo terzo punto ti sembrerà strano ma, io non ho la macchina e spesso mi muovo coi pullman, treni e quant’altro.
Molti borghi bellissimi però sono tagliati fuori da qualsiasi mezzo pubblico e per chi viaggia da sola o non se la sente di guidare per ore, la logistica è parte del viaggio.
Non scarto i luoghi più isolati ma devo poter contare almeno su un autobus al giorno e un servizio di taxi adeguato. E se proprio devo scegliere tra due posti simili scelgo il borgo raggiungibile in treno perché ho una passione particolare per questo mezzo di trasporto.

4 posti poco affollati che ti consiglio (e che non troverai nelle solite liste)

Arriviamo finalmente ai quattro borghi perfetti per lo slow travel in ogni stagione. Tre sono borghi raggiungibili in treno, uno ha bisogno anche di un trasferimento via mare.
Quattro regioni con le stesse peculiarità:

  • si raggiungono tutte senza dover guidare per ore né dipendere dall’auto.
  • hanno una storia interessante da conoscere e approfondire
  • i residenti sono accoglienti e danno valore al tempo
  • hanno bisogno di almeno 4/5 giorni per godersi al meglio sia il viaggio che la vacanza. Del resto lo slow travel non si fa in un giorno.

I 4 borghi slow travel Italia: come arrivare e quando andare

BorgoCome si arrivaCosa la rende slowPeriodo consigliato
Venzone (Friuli)Treno regionale linea Pontebbana, stazione a pochi minuti dalle muraBorgo medievale ricostruito pietra su pietra, silenzio interrotto solo dai camminatoriAprile-maggio, settembre-ottobre
Bevagna (Umbria)Treno fino a Foligno, autobus locale in 15 minutiPiazza Silvestri senza folla, artigianato vero nelle botteghe, ritmi di paeseAprile-giugno, settembre
Locorotondo (Puglia)Treno Ferrovie del Sud Est da Bari o TarantoVicoli bianchi senza souvenir, belvedere sui vigneti, alternativa tranquilla ad AlberobelloMaggio-giugno, settembre-ottobre
Carloforte (Sardegna)Traghetto per Cagliari o Golfo Aranci, mezzi pubblici fino a Portovesme o Calasetta, traghetto locale 30 minutiEnclave ligure in Sardegna, dialetto tabarchino, cuscus di tonno, protetta dal mareMaggio-giugno, settembre

Friuli-Venezia Giulia: Venzone e la pittoresca linea Pontebbana

Se cerchi un paese friulano dove la pietra racconta una storia, questo è Venzone, in provincia di Udine. Un paese distrutto quasi completamente dal terremoto del 1976 che è stato ricostruito pietra su pietra come un gigantesco puzzle.
È circondato dalle mura medievali e varcando il grande portale si respira un’atmosfera quasi mistica: il silenzio è interrotto solo dai camminatori della Via Alpe Adria.

Mete slow travel Italia dove e come trovare i borghi fuori dal caos Venzone

Quello che rende speciale Venzone anche dal punto di vista logistico è la comodità del collegamento: si arriva direttamente in treno regionale lungo la linea Pontebbana, la Udine-Tarvisio.
La stazione è a pochissimi minuti a piedi dalle mura storiche e questo elimina del tutto la necessità dell’auto. Niente parcheggi e niente stress da traffico e dopo esserti saziata del Medioevo ricostruito, puoi esplorare i dintorni grazie ai bus che collegano il borgo con i centri vicini come Udine e Gemona del Friuli.

Umbria: Bevagna, nella ‘slow valley’

Quando pensi all’Umbria la prima immagine che ti viene in mante è il turismo massiccio che subisce Assisi.
Ma Bevagna, provincia di Perugia, si trova nella tranquilla pianura della Valle Umbra, racchiusa nella sua struttura di borgo romano e medievale.
La piazza Silvestri è una delle più graziose e armoniose d’Italia: si raggiunge senza faticose camminate ed è caratterizzata dalla pietra nuda e dalle fontane.
Decisamente il tipo di piazza dove ti puoi sedere senza avere un motivo preciso e ti rialzi un’ora dopo con l’anima più leggera.

Mete slow travel Italia dove e come trovare i borghi fuori dal caos Bevagna

Qui l’artigianato esiste ancora nelle botteghe: la produzione medievale della carta, per esempio, non è una trovata turistica ma un lavoro vero, tramandato nel tempo.
Arrivare a Bevagna è semplice: in treno da Roma o Firenze, scendi a Foligno, poi prendi un autobus locale e in un quarto d’ora sei arrivata.

Puglia: Locorotondo, uno dei più bei borghi raggiungibili in treno

Se vuoi godere della Puglia tranquilla e lenta, spostati da Alberobello che è satura di turismo mordi e fuggi. A pochi chilometri trovi Locorotondo, un borgo circolare arrampicato su una collina e caratterizzato dalle cummerse, le tipiche case con il tetto aguzzo in pietra lavica, e da un bianco accecante che d’estate abbaglia.
È una meta estremamente tranquilla, dove il piacere della vacanza sta nel camminare senza meta tra i vicoli pieni di piante e affacciarsi sul belvedere che domina i vigneti.

Mete slow travel Italia dove e come trovare i borghi fuori dal caos Locorotondo

Il viaggio per arrivarci è davvero slow: si utilizzano itreni delle Ferrovie del Sud Est partendo da Bari o da Taranto.
È quel tipo di tratta ferroviaria placida dove ti ritrovi col naso schiacciato sul finestrino e gli occhi sgranati davanti al paesaggio di ulivi.

Sardegna: Carloforte, l’isola nell’isola

Per dimostrare che viaggiare senza volare in Sardegna è possibile e persino più bello, la meta ideale è Carloforte, sull’Isola di San Pietro.
È un luogo molto particolare perché si trova in Sardegna ma è un’enclave ligure, fondata da pescatori di Pegli provenienti dalla città tunisina Tabarka.
Le facciate delle case sono colorate in toni pastello, si parla ancora il dialetto tabarchino e si mangia il cuscus di tonno che non trovi da nessun’altra parte.

Mete slow travel Italia dove e come trovare i borghi fuori dal caos Carloforte

In questo caso la tranquillità qui è protetta dal mare. Si raggiunge la Sardegna via traghetto (da Civitavecchia verso Cagliari, o da Livorno verso Golfo Aranci), poi ci si sposta con i mezzi pubblici fino a Portovesme o Calasetta.
Da qui si prende il piccolo traghetto locale: trenta minuti di navigazione, con l’isola che si avvicina lentamente. Questo è l’unico caso che ti ho citato, dove devi fare particolare attenzione all’organizzazione e studiarti gli orari e le coincidenze dei mezzi per arrivare a destinazione. Ma per visitare Carloforte, vale la pena di fare un viaggio un po’ più complicato.

Perché vale la pena visitare i posti fuori dalle rotte turistiche

C’è un dato che mi ha colpita quando l’ho letto per la prima volta. La spesa turistica delle persone over 55 è destinata a passare dai 250 miliardi di euro stimati per il 2025 a circa 370 miliardi nel 2040, fino a generare oltre il 60% della spesa turistica totale mondiale. Quindi noi cinquantenni non siamo un segmento secondario: siamo quelli che fanno la differenza.

E in Italia, dove quasi 5.000 borghi con meno di 2.000 abitanti rischiano lo spopolamento, il turismo delle donne over 50 che viaggiano in modo autonomo e consapevole è uno dei pochi motori rimasti di micro-economia locale.

Non lo dico per farti sentire in dovere di scegliere posti che non ti piacciono pur di aiutare il turismo locale. Lo dico perché quando scegli un B&B a gestione familiare a Venzone invece di un resort sul Lago di Garda, o arrivi a Carloforte via traghetto invece che con un volo low cost, stai facendo qualcosa che ha un peso reale sulla vita dei piccoli borghi italiani, al di là del tuo piacere personale.

Donna che legge seduta su una panchina davanti a un palazzo d'epoca in un borgo tranquillo

Slow travel Italia: da dove iniziare

Trovare una meta slow travel in Italia non è difficile, richiede solo un metodo diverso da quello che usi di solito. Google Maps, un nome curioso, una tappa del Giro vista in TV: sono tutti punti di partenza validi quanto una guida turistica, forse di più.
I quattro borghi che ti ho consigliato sono ancora tranquilli, ma non posso garantire che lo restino per sempre. Il turismo si muove veloce anche quando si chiama lento. Meglio segnarli adesso.

Parliamone nei commenti

Hai già un borgo segreto in lista che nessuna guida ti ha suggerito? Raccontamelo nei commenti: quei posti esistono grazie a chi li condivide con chi sa cercare.

FAQ su dove e come scegliere borghi slow travel

Come trovo borghi italiani poco turistici senza usare le guide?

Il metodo che funziona meglio per me è aprire Google Maps su una zona che conosco poco e muovermi sulla mappa cercando punti di interesse secondari: un’abbazia, un lago piccolo, un parco. Se trovo poco sul web, è un ottimo segnale.

Come faccio a capire se un borgo è davvero slow o è già troppo virale?

Cerco tre cose: meno di 5.000 presenze turistiche annue nel comune, nessuna citazione recente da parte di travel influencer, e la possibilità di arrivarci con i mezzi pubblici. Se supera tutti e tre i criteri, merita approfondimento.

Si può fare slow travel in Italia senza la macchina?

Sì, e spesso è proprio questo che rende il viaggio più lento nel senso positivo del termine. Treni regionali lenti, autobus locali, traghetti: sono mezzi che ti fanno attraversare il paesaggio invece di sorvolarlo. Nella mia esperienza, i borghi più belli d’Italia sono raggiungibili con pazienza e buona organizzazione degli orari.

Qual è la differenza tra slow travel e turismo sostenibile?

Lo slow travel è prima di tutto un ritmo: stare in un posto abbastanza a lungo da sentirsi un po’ di casa. Il turismo sostenibile è una scelta etica che riguarda l’impatto ambientale ed economico. Spesso si sovrappongono, ma non necessariamente: puoi viaggiare lento in modo poco sostenibile, e viceversa.

Quando è il momento migliore per visitare i borghi fuori stagione?

Aprile-maggio e settembre-ottobre sono i mesi migliori: il clima è mite, i residenti sono più rilassati, i prezzi sono più bassi e soprattutto la gente del posto ha ancora voglia di parlare con te. In luglio e agosto anche i borghi meno conosciuti si trasformano.

Come evito che un borgo “poco turistico” diventi affollato proprio quando ci vado?

Semplice: evita il fine settimana. Dal venerdì sera alla domenica pomeriggio anche i posti più tranquilli si riempiono di turisti mordi e fuggi. Dal lunedì al giovedì, quegli stessi luoghi tornano a essere quello che sono.

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