Uso della CANAPA SATIVA, a cosa serve e dove la si utilizza

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In questo articolo vorrei spiegare l’uso della canapa sativa sopratutto perché spesso viene erroneamente vista come erba illecita e invece ha molte proprietà benefiche.
La canapa (cannabis) si divide in due categorie, la cannabis sativa e la cannabis indica.
Esiste poi una terza specie, la cannabis ruderalis, meno conosciuta e meno utilizzata.

Per quanto riguarda il suo aspetto, sfido chiunque a non riconoscere la famosa fogliolina palmata a margini seghettati che viene utilizzata spesso anche come icona per alcuni prodotti.

In ogni caso vi lascio qui sotto la foto che ho scattato durante la fiera della canapa. La riconoscete vero?

piante fiera della canapa sativa

LA CANAPA

La canapa (cannabis) è una pianta della famiglia Cannabaceae originaria dell’Asia ma diffusa negli anni anche in America ed Europa.
Cresce un po’ ovunque, anche su terreni difficili da coltivare, quindi è stata per secoli fonte di ricchezza per paesi geologicamente poco ospitali.
L’uso della canapa sativa infatti è molteplice, le fibre vengono lavorate per fare tessuti e cordame e dai semi si ricavano farine, oli e sostanze combustibili.

La differenza fra le cannabis più conosciute è che la cannabis sativa è coltivata per usi industriali, cosmetici e alimentari.
La cannabis indica invece è legata soprattutto agli effetti psicoattivi quindi è utilizzata in maniera ‘ricreativa’ e terapeutica.

La più grande differenza tra le due specie sta nei livelli di concentrazione dei principali cannabinoidi quali il THC e il CDB.

uso della canapa

THC E CBD

Il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) sono i componenti principali della cannabis.

Entrambi i composti vengono estratti dalle ghiandole di resina cristallina che rivestono la superficie delle infiorescenze.
L’estrazione può avvenire anche dalla pianta intera ottenendo però un singolo estratto composto da diversi cannabinoidi.

La differenza tra le due sostanze è data dagli effetti psicotropi che provocano agli esseri umani.

THC

Il THC è un elemento psicoattivo e quindi dichiarato illegale.
La sua assunzione provoca alterazione del comportamento e dell’umore, moderata euforia, sensazione di pace e aumento dell’appetito.

Per contro può provocare anche tachicardia, sbalzi della pressione sanguigna, irritazione improvvisa, paranoia e sensazione di stordimento.

Il THC in campo terapeutico:

Azione farmacologica del THC: analgesico, antiossidante, antinfiammatorio, antiemetico, miorilassante, antiprurito, broncodilatatore, euforizzante.
Principali indicazioni terapeutiche del THC: spasticità secondaria associata a Sclerosi Multipla e ad altre gravi malattie neurologiche, dolore oncologico, dolore cronico di origine neurologica, Sindrome di Gilles de la Tourette, nausea e vomito da chemioterapia, anoressia da AIDS, fibromialgia, dolore post-operatorio, emicrania, emicrania a grappolo.

CBD

Il CBD non ha effetti psicotropi ed è ritenuto legale, inoltre ha effetto contrario a quello del THC quindi ne contrasta gli effetti.
Sapientemente dosato prolunga gli effetti terapeutici del THC e ne limita gli effetti collaterali.

L’assunzione di CBD aiuta in caso di insonnia e stati d’ansia. Può essere usato come rilassante e antidolorifico per dolori moderati come quelli articolari o mestruali.

COSA DICE LA LEGGE

Questo è un capitolo importante perché da sempre la legalizzazione del THC è stata fonte di dibattiti e discussioni politiche.

Per chi fosse interessato: LEGGE 242/2016

Inanzi tutto è bene chiarire che la coltivazione della canapa è stata legalizzata solo per la produzione industriale e solo se risponde a determinati limiti.

Il principale limite concerne il contenuto di THC che non può superare lo 0,2% (0,6% in caso di coltivazione industriale).
Inoltre le sementi devono essere certificate.
Solo se risponde a questi parametri, la canapa può considerarsi ‘legale’.

L’USO DELLA CANAPA LEGALE

L’uso della canapa legale è molto apprezzato in medicina in casi di dolore cronico (dolore oncologico) e nella cura di psicosi derivanti da varie patologie.

Nei cosmetici la canapa legale viene spesso inserita nella formulazione di creme anti acne e per curare dermatiti di varia natura.

Per quel che riguarda la produzione di alimenti, i derivati della canapa legale (semi, olio, farina etc) sono altamente proteici e aiutano il processo digestivo.

Non è previsto dalla legge 242 l‘uso personale ricreativo, che pertanto rimane a tutti gli effetti non consentito e proibito dalle precedenti leggi in materia sanitaria che restano valide e invariate.

Insomma, si può acquistare a scopo tecnico e collezionistico ma non si può consumare 😉

AGGIORNAMENTO del 31/05/2019

(da La Repubblica del 31 /05/2019)

Cosa ha deciso la Cassazione?
Che non possono essere venduti olio, resina, inflorescenze e foglie di cannabis sativa, la cosiddetta marijuana light, perché la norma sulla coltivazione di questa pianta non li prevede tra i derivati commercializzabili. Chi li vende commette un reato, salvo che tali prodotti “siano in concreto privi di efficacia drogante”. E’ questo il passaggio più discusso della decisione, perché già adesso nei negozi si trova cannabis a bassissimo contenuto di thc, la sostanza considerata stupefacente. Nella cannabis light ce n’è una quantità inferiore ai limiti di legge oltre i quali le sostanze si considerano stupefacenti(…) La stessa Cassazione ha detto che sotto lo 0,5%, il thc non è droga. La legge sulla commercializzazione della canapa pone agli agricoltori il limite di 0,2% ma prevede conseguenze penali sopra lo 0,6%.

AGGIORNAMENTO DEL 16/12/2019

(da La Repubblica del 16/12/2019)

Lo scontro più duro si è pero consumato in mattinata, intorno alla norma che dava il via libera alla cannanis light. Il provvedimento, a firma del senatore cinquestelle Matteo Mantero e approvato dalla maggioranza in commissione Bilancio – è stato stralciato dal maxi emendamento presentato dal governo alla legge di bilancio perché giudicato “inammissibile” dalla presidente del Senato per “estraneità di materia”. A chiedere il vaglio dell’ammissibilità è stata la Lega, che ha dichiarato battaglia alla norma assieme a Fdi. La misura prevedeva che la canapa industriale con un contenuto di Thc non superiore allo 0,5% non venisse più considerata come una sostanza stupefacente.

AGGIORNAMENTO DEL 01/07/2022

(Da Il Giorno del 01/07/2022)

Il primo firmatario della proposta è il deputato di +Europa Riccardo Magi. (…)
Tra le novità previste dal testo, la legalizzazione della coltivazione e detenzione, da parte di maggiorenni e per uso personale, di massimo quattro piante femmine di cannabis. Inoltre, si prevede la promozione, all’inizio di ogni anno scolastico, nelle scuole di primo e secondo grado, di una giornata nazionale sui danni derivanti da alcolismo, tabagismo e uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope

LA CANAPA E’ ECOSOSTENIBILE

La pianta di canapa è biocompatibile, riciclabile e compostabile, cresce velocemente e non ha bisogno di antiparassitari né di concimi sintetici.
La sua scarsa componente proteica tiene anche lontani insetti e roditori quindi i raccolti sono maggiori e di buona qualità.
Non teme la siccità o i terreni aridi anzi l’uso della canapa in agricoltura arricchisce il terreno e favorisce la rotazione delle coltivazioni.

Nel mondo vegetale è una delle piante che ha la più alta percentuale di assorbimento di anidride carbonica. Questa peculiarità è apprezzata in edilizia perché la CO2 mescolata nella calce ha un effetto legante maggiore.

COSMESI E FARMACOLOGIA

uso della canapa

Per quel che riguarda la cosmesi, la canapa sativa è utilizzata in due modi:

  • olio estratto dai semi di canapa che ha un effetto lenitivo, idratante, antiossidante e antiinfiammatorio.
  • CBD ricavato dalle infiorescenze e, in casi particolari, dall’intera pianta, con effetto antiinfiammatorio, seboregolatore, emolliente e aiuta a combattere acne e dermatiti.

L’uso della canapa sativa sotto forma di CBD naturale era proibito nei cosmetici fino al 2021 e poteva essere usata solo la molecola sintetica.

La Commissione europea ha reintrodotto il CBD naturale nel registro degli ingredienti cosmetici ammessi in UE (CosIng). Tale decisione è avvenuta a seguito della sentenza 19/11/2020 della Corte di Giustizia UE e la presa di posizione delle Nazioni Unite – UN Commission on Narcotic Drugs a favore del cannabidiolo, il 2/12/2020.

In farmacologia, l’utilizzo della canapa è improntato sul CBD che ha una azione rilassante, analgesica, ansiolitica, antispasmodica e antiinfiammatoria.
Viene usato anche come regolatore del glucosio nel sangue e in generale della circolazione sanguigna. Aiuta in caso di disturbi del sonno, stress e depressione.
L’assunzione di prodotti al CBD è libera poiché la percentuale di questa sostanza è sottoposta a regole strettissime e soggetta a controlli accurati.

ALIMENTARI

uso della canapa

In campo alimentare, l’uso della canapa è quasi esclusivamente dato dai semi che vengono trattati in molti modi.

  • Spremitura o estrazione, per ottenere l’olio.
  • Macinatura per ottenere farine più o meno raffinate.
  • Frullatura con aggiunta di acqua per ottenere un latte vegetale.

All’interno dei prodotti alimentari a base di canapa si trovano quantità talmente infinitesimali di CBD che non sono misurabili e quindi non apportano i benefici propri della molecola.

Olio di canapa

L’olio di canapa si presenta di varie gradazioni di verde e ha un profumo e un sapore vegetale.
Viene assunto puro come integratore o utilizzato come condimento all’interno di varie preparazioni.
In ogni caso è sempre meglio usarlo crudo per non rovinare le sue proprietà organolettiche.

Contiene sostanzialmente acidi grassi insaturi e una alta percentuale di acido alfa linoleico (che è uno dei famosi omega 3).

L’assunzione regolare di olio di canapa aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo, i trigliceridi e mantiene sana la circolazione del sangue.

Importanti componenti dell’olio di canapa sono anche i fitosteroli e la vitamina E.
I fitosteroli sono sostanze vegetali che aiutano a mantenere stabili i livelli di colesterolo mentre la vitamina E è antiossidante e protegge la membrana cellulare.

Farina di canapa

La farina di canapa è molto scura e ha un sapore simile al sesamo bruciato.
Viene ottenuta dalla macinatura dei semi e viene poi raffinata, lasciata integrale o addizionata con gli scarti setacciati della spremitura (panello).
E’ ovviamente un ingrediente da impasto quindi è usata per prodotti da forno, dolci e salati, mescolata ad altre farine.

E’ adatta anche ai celiaci ed è consigliata per i diabetici grazie alla presenza degli omega 3 e 6, inoltre è considerata un prodotto Kosher oltre che crudista e vegan.

Contiene fibre, vitamine, amminoacidi quindi aiuta il benessere del tratto intestinale e rinforza le difese immunitarie.

Latte di canapa

Il latte di canapa o bevanda vegetale, è bianco con sfumature verdine e ha un sapore molto vegetale.
Si ottiene frullando i semi decorticati con dell’acqua.
Con questo liquido si possono fare varie preparazioni come frullati o dolci e usato al posto del latte vaccino sui cereali e per la colazione.
Con l’aggiunta di ingredienti particolari si può ottenere anche una sorta di tofu e di yogurth.

Ovviamente è adatto a chi è intollerante al lattosio e a chi ha problemi di colesterolo.

Tisana di canapa

La tisana di canapa viene fatta lasciando in infusione i frammenti delle foglie e di altre parti dell’intera pianta di canapa.
Il sapore è molto erboso e per questo spesso la canapa viene miscelata con altri ingredienti come ibisco o mela.

La percentuale di CBD è varia a seconda della quantità di canapa contenuta nella miscela.

ALTRI USI DELLA CANAPA

Tessile

Per ottenere un prodotto adatto all’industria tessile, viene usata la fibra esterna delle piante di canapa.

Dopo un periodo di macerazione, le fibre vengono separate dal cuore legnoso, ammorbidite e tagliate per ottenere striscioline lunghe e sottili.
L’ultimo step è la filatura, a secco per ottenere un prodotto più grezzo, o a umido in acqua calda per ottenere un tessuto morbido, fine e piacevole al tatto.
La stoffa di canapa è beige scuro tendente al marrone e non viene quasi mai decolorata o tinta ma lasciata al naturale.

La fibra della canapa è naturalmente igroscopica e quindi i tessuti ricavati sono termoisolanti ma traspiranti, tengono fresco d’estate e caldo in inverno.
I tessuti di canapa sono molto robusti e resistenti all’usura, riflettono i raggi ultravioletti, non conducono la corrente elettrica e sono naturalmente anallergici e antisettici.

Il tessuto grezzo viene usato per sacchi, tendoni, funi e cordame sopratutto per il settore marittimo.
La stoffa più fine e raffinata è utilizzata per l’abbigliamento e il corredo da casa come tovagliati e tendaggi.

Edilizia

uso della canapa
foto da Canapaoggi

L’uso della canapa sativa in edilizia si diffonde sempre più velocemente sopratutto perché la rende ecologica e sostenibile.

Pannelli

I pannelli sono composti da una miscela di fibra di canapa triturata, mescolata a colle naturali o amido di mais e inserita in degli stampi.
Vengono poi sottoposti a pressione ad alte temperature. Il risultato sono panelli di varia intensità.
I pannelli di media intensità vengono usati per lavori come pannellature o parti di mobili mentre quelli ad alta intensità sono adatti anche a parti strutturali di una costruzione.

I pregi dei pannelli di canapa sono molti, sono leggeri ma resistenti, isolanti ma traspiranti, sono igroscopici e refrattari alla muffa.
Questi manufatti si usano per isolare pareti e sottotetti, inseriti nei controsoffiti e nei pavimenti.

Pannelli ad alta densità e di grandezza adeguata vengono usati come mattoni per pareti divisorie e senza funzione strutturale.

Altri prodotti edili

La canapa viene miscelata al cemento (al posto della fibra di vetro o d’acciaio) per ottenere un calcestruzzo isolante, elastico e leggero.
Mescolata alla calce invece è usata come intonaco dall’alto potere isolante.

La fibra di canapa viene anche usata per rinforzare tutte le parti sottoposte a torsioni e soggette a fessurazioni e lesioni.

Carta e legno

Dopo l’estrazione delle fibre e dei semi dalla pianta della canapa, rimane la stoppa (polpa) e il canapolo (parte legnosa).
Con la stoppa, opportunamente lavorata e incollata con colle naturali, si ottiene la carta che ha un color giallino e un aspetto rustico.
Per mantenere la sua peculiarità ecologica non viene mai sbiancata poiché bisognerebbe usare delle sostanze inquinanti sintetiche.
La carta di canapa viene considerata ecologica anche perché per produrla non ha bisogno di un uso massiccio di acqua come quella derivata dalla cellulosa.

Con un procedimento simile a quello usato per la carta, usando il canapolo si possono ottenere delle tavole di legno leggere e resistenti.

Materie plastiche e combustibili

Ormai è sempre più diffuso l’utilizzo di bioplastica sopratutto per i packaging dei prodotti.
Vengono usate varie tipologie di vegetali e la canapa è apprezzata sopratutto per la resistenza del prodotto finale.

La bioplastica di canapa è adatta per contenere alimenti perché non contiene sostanze nocive.
Questo materiale viene usato nei componenti delle automobili e in articoli per l’agricoltura.

La canapa può essere trasformata in varie fonti di energia, dai pellet al gas naturale agli idrocarburi.
Il bio diesel viene realizzato a partire dall’olio
e può essere utilizzato nella maggior parte dei veicoli alimentati a diesel.
L’etanolo è il risultato della macerazione dello stelo e non può essere usato puro ma si usa in percentuali variabili mescolato alla benzina.

LEGALIZZARE LA CANNABIS?

In questo articolo ho cercato di essere obbiettiva e imparziale riportando le normative riguardanti la produzione e il consumo della cannabis.

Per quel che mi riguarda non nascondo che personalmente sono a favore della legalizzazione della cannabis sia in campo ‘ricreativo’ che in quello terapeutico.
Certo trattandosi comunque di sostanze psicoattive che vanno ad agire sulla percezione di se e del mondo circostante, la vendita deve essere regolamentata da normative che controllino gli abusi e/o usi illeciti.

FONTI

Coltivazione Biologica
Cannabis Light District

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