sana 2019

Ho aspettato un po’ prima di scrivere questo post sul Sana 2019 per lasciare che l’eccitazione dell’evento e la frenesia delle novità sbollisse.
Ora che mille stories sono state postate su Instagram, decine di video you tube girati e i blog hanno iniziato a sfornare articoli sui prodotti appena usciti, arrivo io.

Dedico il primo post, come ho fatto per il SANA 2018, alle mie considerazioni che vanno aldilà del singolo brand o della attesissima novità.
Ed è proprio da quel post che voglio cominciare perché molti dei problemi che avevo sottolineato sono stati affrontati e, in qualche occasione, superati.

IL LATO ECOLOGICO

Il leitmotiv del Sana 2019 è stato l’adeguamento dei packaging e del materiale informativo per ridurre l’impatto ambientale.
Quasi ogni brand ha sostituito gli obsoleti pack di plastica con quelli in vetro, alluminio, bioplastica e pet.

allegronatura pack

Qualcuno addirittura ha usato del vetro riciclato, quindi non trasparente ma scuro, che a mio parere è esteticamente anche molto bello.

pack almabriosa

Anche i pack esterni in carta patinata o pellicola di nylon sono scomparsi, sostituiti da quelli in carta riciclata o addirittura da bellissime pochette di stoffa.

edyllium pack

Per quel che riguarda invece il materiale informativo come brochure, cataloghi o depliant, esiste ancora uno ‘zoccolo duro’ di brand che preferisce affidarsi alla carta patinata.
E’ anche vero che invece molte aziende, più sensibili all’ecologia, hanno ridotto il loro materiale informativo e hanno usato carta riciclata.

Anche i campioncini sono stati elargiti con parsimonia e sopratutto in maniera mirata.
Quest’anno è la prima volta che mi ritrovo pochissimi campioncini non adatti a me da regalare alle amiche.

Ecologia al Sana 2019? non ci siamo!

Se i brand dei padiglioni beauty si sono adeguati al ‘trend’ dell’ecologia, non si può certo dire che lo abbiano fatto anche gli organizzatori.

Dopo che è stata pubblicizzata con orgoglio la presenza di distributori d’acqua per poter riempire le borracce/bottiglie, io e tanti altri ci siamo trovati davanti ad una brutta sorpresa.

L’acqua era a pagamento! E neanche a buon mercato, 3 erogazioni da 500 ml (1,5 litri) 3 euro!
Il tutto per incentivare l’acquisto di borracce e bicchieri compostabili. Alla faccia dell’ecologia.

Visto che a ‘Fa la cosa giusta‘ l’acqua era gratis e senza limiti, il Sana ci ha fatto una figuraccia.

acqua al sana

Per non parlare dei bidoni per la raccolta differenziata, pochissimi e mal segnalati, almeno per quel che riguarda i padiglioni del beauty.

LE BLOGGER E LE RELAZIONI

Quest’anno gli organizzatori del Sana hanno deciso di non avere blogger ufficiali per nessuno dei tre macroargomenti trattati. (beauty, food e lifestyle).
Seguendo il trend del momento in fatto di marketing, è stato dato molto più spazio a mini influencers e piccoli blog.

In alcuni casi le aziende hanno invitato i suddetti influencers per fare degli incontri con le relative community e nel frattempo presentare le novità.
Secondo me è stata un’idea vincente perché in questo modo si arriva più facilmente alla clientela finale che si fida della persona che segue.
Poterla incontrare, salutare e abbracciare rende il rapporto ancora più stretto.

evento il pettirosso
Marcello ‘Man in bio‘ e Federico ‘Il salottino delle meringhe‘ presenti allo stand de Il pettirosso cosmetici

Anche quest’anno, tra i visitatori, erano presenti varie tipologie di blogger ma ho notato che i brand sono stati molto più attenti nello scegliere con chi collaborare.
I titolari di aziende hanno dovuto scegliere se beneficiare di una visibilità immediata grazie alle instagrammers o di un articolo più articolato scritto da una blogger che però avrà bisogno di tempo per provare i prodotti.

Alla vista del mio biglietto da visita, alcune aziende hanno tirato fuori il ‘kit blogger’ senza sprecarsi troppo a dare spiegazioni. (ma ci ho pensato io a chiederle)
Viceversa con altre ho potuto parlare del mio blog e ho ricevuto molte informazioni preziose.
Io adoro quel tipo di aziende perché sono curiosa e appassionata dell’argomento e mi fa piacere confrontarmi con chi ha fatto dell’ecobio cosmesi un lavoro.

latteeluna sana

Mi è capitato anche di raccogliere alcune lamentele da parte di bloggers e youtubers che in qualche caso sono state ‘snobbate’.
Lo capisco, ci sono passata e mi arrabbiavo anche io ma ho capito molto presto che bisogna avere pazienza.
Le aziende, come spesso dico, non fanno beneficenza e se ‘regalano’ qualcosa lo fanno sapendo che avranno un ritorno, anche solo in visibilità.

MARKETING RIDIMENSIONATO

Allacciandomi al capitolo precedente, al Sana 2019 non si sono visti grandi nomi della TV o influencers famosissimi.
Certo, negli altri padiglioni c’è stata la presenza di sportivi, scrittori e chef ma per quel che riguarda il beauty, l’esperienza poco positiva dello scorso anno è stata recepita.

Ho avuto l’impressione che quest’anno i veri protagonisti della fiera siano stati i prodotti, grazie anche a dei ‘cosmetic show‘ dove si è potuto assistere alla creazione dei cosmetici in diretta.

leherbarie sana 2019
Foto by Le Herbarie

Con un po’ di dispiacere ho anche notato che i brand che ho visto crescere esponenzialmente nel corso degli anni, sono stati un po’ snobbati dai visitatori.
Sicuramente questo è dovuto in parte all’ostentazione di enormi stand scintillanti che però non propongono  nulla di nuovo.
Sono convinta inoltre, che ci sia una nuova consapevolezza che si sta facendo largo nei consumatori.
Il fatto cioè che i piccoli brand hanno spesso idee vincenti, propongono le formulazioni più sorprendenti e le novità più accattivanti.
Al Sana 2019 ho visto piccolissimi stand affollati di visitatori assetati di informazioni e desiderosi di provare i prodotti più interessanti.
E, secondo me, è proprio questa la strada che riporterà il mondo dell’ecobio sulla giusta rotta.

poesia21 sana 2019

RIDONDANZA DI PRODOTTI E ISTIGAZIONE ALL’ACQUISTO

Per quel che riguarda questo argomento, purtroppo, ho riscontrato le stesse problematiche dello scorso anno.
Troppe novità e troppi prodotti simili.
Quest’anno c’è stato il boom dei prodotti per capelli. Alcuni brand hanno proposto solo questa tipologia di cosmetico.

Onestamente non ho visitato a lungo questi stand, nonostante creino prodotti davvero performanti, perché non ho la fissa per i capelli.
Li tengo sempre molto corti e per fortuna non ho problematiche alla cute da dover curare. Inoltre sono della teoria del ‘capello = materia morta’, cavallo di battaglia della divulgatrice B. Mautino, quindi evito di spendere troppo per questa tipologia di prodotti.

lasaponaria sana 2019

Quest’anno sono praticamente sparite le maschere monouso, considerate poco ecologiche, di conseguenza sono aumentate quelle in tubo o quelle da preparare al momento.

Un altro tipo di prodotto che è stato studiato e proposto al Sana 2019 è il cosmetico solido, privo di pack inutili e molto concentrato quindi senza sprechi.
Non la solita saponetta (che comunque è stata proposta da moltissimi brand) ma un vero cosmetico con formulazioni mirate.

vegup sana 2019

CONSIDERAZIONI FINALI

Questo Sana 2019 mi è piaciuto moltissimo. I brand si sono adeguati alle richieste dei consumatori sempre più attenti all’impatto ecologico del mondo dell’ecobio.

Il fatto che ci sia stata una inversione di rotta anche per quel che riguarda il marketing selvaggio lo trovo positivo.

Mi ha colpita l’impegno delle aziende nell’usare ingredienti insoliti, formule innovative e metodi di produzione nuovi.

Spero che questo Sana 2019 sia solo un punto di partenza per iniziare un percorso che porti nuovamente verso la filosofia ecobio piuttosto che verso il mero interesse economico.

fine sana 2019

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