i problemi dell'ecobio

Quali sono i problemi dell’ecobio?
E’ la domanda che mi sono fatta quest’anno dopo aver visitato il SANA di Bologna.
Me la sono posta in treno, tornando verso casa, quando ho avuto tempo per scrivere qualche nota attingendo agli appunti mentali che mi sono fatta durante la manifestazione.

E’ vero che ho conosciuto persone meravigliose con dei progetti validi che mi hanno accolta in maniera entusiastica. E’ vero anche che ho scoperto nuovi piccoli brand che hanno grandi potenzialità e che spero di rivedere l’anno prossimo.
Ma è anche vero che, mai come quest’anno ho notato ovunque un allontanamento dalla vera filosofia dell’ecobio.
Sarà che, a differenza delle esperienze passate, il mio interesse non era solo farmi conoscere come blogger, ma cercare di dare più importanza ai dettagli e a quelle piccole cose che passano inosservate.
In questo articolo vorrei darvi la mia opinione che non si discosta molto dal pensiero di altre persone impegnate seriamente nel settore dell’ecobio.

LA FILOSOFIA ECOBIO

L’ecobio (ecologico+biologico) è uno stile di vita dove ogni azione viene fatta cercando di recare meno danno possibile a se stessi e al mondo che ci circonda.
Chi vive in maniera ecobio rispetta le risorse naturali senza sprecarle ne inquinarle.
Nel caso della cura e l’igiene personale, sceglie cosmetici privi di ingredienti che possano nuocere non solo a se stesso ma anche all’ambiente naturale.

RIGORE O COMPROMESSO?

Questo stile di vita viene seguito da alcuni in maniera rigorosa ma la maggior parte cerca dei compromessi, io stessa faccio parte di questa categoria.
Ci sono cattive abitudini che ancora faccio fatica a cambiare ma, ad esempio, faccio attenzione a non sprecare l’acqua e cerco di comprare alimenti a km zero.
Effettuo la raccolta differenziata dei rifiuti, cerco di usare meno imballaggi inutili e per la cura del corpo utilizzo cosmetici ecobio.
Tante piccole cose che ormai sono diventate parte della mia routine quotidiana e che non mi pesano.
Sono convinta che se ognuno di noi facesse un piccolo sforzo, l’ambiente ne beneficerebbe molto.

I PROBLEMI DELL’ECOBIO (NEL MONDO DELLA COSMESI)

Il pensiero che voglio esporvi è riferito solo al mondo della cosmesi ed è nato in me un po’ prima della visita al SANA.

Packaging e veicoli pubblicitari

Secondo il mio parere, quando si parla di filosofia ecobio nella cosmesi non si dovrebbe intendere solo nell’utilizzo di ingredienti biologici ma anche tutto ciò che gira attorno al prodotto stesso.
Oggi come non mai c’è il bisogno di adottare una politica ‘zero waste‘ quindi i contenitori dei cosmetici dovrebbero essere fatti in plastica riciclata e riciclabile o addirittura in materiali nuovi a basso impatto ambientale.
Qualche azienda lo fa già da anni, e anche al SANA ho visto dei brand impegnarsi molto nella creazione di packaging ecosostenibili.

i problemi dell'ecobio

Per quel che riguarda le scatole di carta, non sono necessarie, potrebbero servire giusto in caso di flaconi in vetro per proteggerli un po’.
In questo caso la carta dovrebbe essere riciclata e se possibile stampata con inchiostri vegetali biodegradabili. Ci sono aziende, ad esempio, che creano prodotti solidi confezionati solo in questo tipo di scatole di carta.

Lo stesso discorso vale per la carta usata per depiants, biglietti da visita, etichette, cartelle stampa e così via.
Purtroppo sotto questo punto di vista molti brand al SANA sfoggiavano depliants in carta patinata, scatole e tubi di plastica e tanto altro materiale non riciclabile.
Fortunatamente però c’erano anche delle aziende virtuose che invece cercavano di seguire la filosofia ecobio in tutte le sue sfaccettature, questo mi fa ben sperare per il futuro.

Prodotti monouso e campioncini inutili

Non c’è azienda che non abbia proposto maschere monouso.
Mea culpa, a volte le uso anche io, anche se so che il rapporto quantità/costo è quasi sempre spropositato, visto che si usano una volta sola.
Ovviamente la cosa peggiore è la produzione di immondizia, va da se’ che una maschera in tubo da dieci applicazioni è molto più ecologica di dieci maschere monouso.

i problemi dell'ecobio

La stessa cosa vale per le salviette struccanti o idratanti monouso. Comode ma poco ecobio se pur formulate con ingredienti green.

Discorso a parte per i campioncini che molto spesso vengono elargiti ai visitatori degli stand così, a caso.
Mi è capitato in pochissime occasioni che mi venisse chiesto che tipo di pelle e/o capelli ho, per darmi dei campioncini mirati sulla mia persona.
Fortunatamente ho molte amiche alle quali regalare ciò che non è adatto a me.
In questo momento ho una busta di campioncini di prodotti per bambini, pelle giovane e acneica, capelli grassi e bb cream troppo scure da distribuire.
Se non sapessi a chi darli, finirebbero in fondo a un cassetto e verrebbero eliminati senza pietà alla loro scadenza. Non è uno spreco questo?

Quindi, aziende, date meno campioncini ma mirati, e lo dico io che sono assolutamente pro campioncino anche perché spesso ho comprato un prodotto in full size dopo averlo testato in bustina.

Marketing spinto

Quest’anno al SANA ho assistito a operazioni di marketing quantomeno discutibili.
La scelta di testimonial che nulla hanno a che vedere con il mondo dell’ecobio da parte di alcuni brand, ha fatto storcere il naso a molte persone.
Questa mossa poco sensata, secondo il mio parere, si è un po’ ritorta contro le aziende che l’hanno fatta.
E’ vero che il detto recita ‘parlatene bene o male, l’importante è che ne parliate’ ma per ora ho sentito solo critiche.
Spero che per il futuro questo tipo di marketing venga perfezionato scegliendo con più cura i testimonial da utilizzare.

Le bloggers/influencers

Discorso diverso è l’uso delle bloggers/influencers come veicolo di marketing, che tra l’altro non è certo uno dei più gravi problemi dell’ecobio, anzi.

Ho avuto modo di dividere virtualmente i brand presenti al SANA in due categorie con politiche totalmente opposte.
Alcuni, ma pochi, ‘odiano’ queste ragazze e vanno alla manifestazione per trovare nuovi rivenditori o ricevere ordini dai commercianti. In questo caso sono rimasti delusi poiché il SANA da qualche anno non ha più questa finalità.

La maggioranza delle aziende presenti invece ha sommerso di prodotti omaggio e attenzioni questi influencers a scapito dei titolari di bioprofumerie o dei clienti finali.

i problemi dell'ecobio

Bisogna però dire che il SANA è cresciuto in modo così esponenziale anche grazie a bloggers, youtubers e infuencers più o meno seguite.
Anche in questo caso ci sono varie categorie di bloggers, la più numerosa è di quelle che non si informano sulle aziende ma recuperano tutto il possibile.
Depliants, bigliettini e sopratutto campioncini che chiedono con insistenza lasciando in cambio i loro biglietti da visita.  Ovviamente non comprano nulla, e poi sul blog millantano collaborazioni importanti solo perché hanno arraffato 4 campioncini. La cosa importante per loro è fare il ‘video haul‘ da confrontare con quelli di altre bloggers concorrenti.

Poi ci sono quelle come me, rompiscatole e meticolose, prendono appunti prima, dopo e durante la manifestazione, fanno foto a raffica e chiedono campioncini mirati. Acquistano, nel mio caso anche troppo, e recensiscono quello che comprano facendo pubblicità gratis alle aziende. Sono bloggers e clienti allo stesso tempo ma spesso vengono ignorate.

Personalmente ho visitato solo brand nuovi, piccoli e con idee fresche, dove sono stata accolta con entusiasmo, non ho ricevuto omaggi ma tante informazioni ed era quello che volevo.
Sinceramente le grandi aziende le ho snobbate io di proposito visto che l’anno passato molte mi hanno trattata con sufficienza.

La terza categoria è quella delle blogger ‘famose’ o comunque con un buon seguito. Contese dalle aziende, ricevono omaggi di ogni tipo con la velata richiesta di una recensione positiva che venga letta da migliaia di persone.
Purtroppo queste ragazze non si rendono conto che molte volte vengono usate e poi ignorate quando non servono più.
A questo proposito vi lascio il video di Cristina che spiega benissimo questa dinamica capitata a lei e ad altre bloggers.

Prodotti costosi e consumismo

Tra i problemi dell’ecobio l’aumento dei brand ‘luxury’ è quello che mi tocca di più.
Ho sempre pensato che per avvicinare le persone al mondo ecobio bisogna portare prodotti semplici, efficaci e con prezzi adeguati.
Purtroppo, in un mondo dove l’ecobio è ancora un settore di nicchia, la maggioranza dei consumatori preferisce spendere per una crema piena di pallini rossi affidandosi alla marca famosa, piuttosto che per uno sconosciuto brand ecobio.

Non sono un ingenua, so’ che la strada dello sviluppo e lo studio delle formulazioni è lunga e costosa.
I packaging e il marketing sono fattori importanti che influenzano il costo finale ma è proprio liberandosi da questi inutili orpelli che il costo può venire ridimensionato.

i problemi dell'ecobio

Ciò che deve venir anche ridimensionato è il consumismo sfrenato che porta all’acquisto compulsivo di tutto ciò che è novità.
Di conseguenza le aziende sono spronate a creare e produrre nuovi cosmetici anche più volte l’anno, rendendo sempre più affollati gli armadietti dei bagni delle consumatrici.

Mai come in questo SANA ho visto tipologie di prodotti ripetuti all’infinito, trattamenti per capelli, bava di lumaca, maschere in tessuto… tanti, troppi! La maggior parte di questi prodotti dopo qualche utilizzo finiscono per scadere e poi gettati in un enorme cumulo di bio idiozia.
Oltre al consumo responsabile bisognerebbe predicare anche a una produzione responsabile, le aziende devono rallentare un po’ se vogliono che la filosofia ecobio rimanga tale e non diventi mero consumismo di massa.

I falsi ecobio

Una cosa che non ho capito è perché al SANA erano presenti delle aziende che non sono ecobio.
Non hanno la certificazione, ma su questo io sono piuttosto comprensiva visto che conosco l’iter per ottenere i famigerati bollini, ma presentano anche dei prodotti con inci accettabili ma discutibili.

Ovviamente non faccio nomi ma capirete il mio disappunto quando, cercando una crema viso da testare nella busta dei campioncini ricevuti, mi sono ritrovata in mano un prodotto con il dimethicone nell’inci.
Di una azienda che scrive sui depliant ‘senza siliconi’…
Il dimethicone è un silicone cioè derivante dal silicio, ha un effetto filmante che da’ alla pelle un aspetto liscio e levigato. Non è nocivo per noi ma lo è per l’ambiente poiché non è biodegradabile e di conseguenza non è nemmeno ecobio. Punto.
Mi consola il fatto che controllando i campioncini della stessa azienda non mi sono imbattuta in altri ingredienti smaccatamente ‘proibiti’.

Il perché un prodotto del genere venga accettato al SANA mi rimane incomprensibile, e vi posso assicurare che di aziende di questo genere ce n’erano più di una.

CONSIDERAZIONI FINALI

Arrivati a questo punto posso solo ricordarvi che queste sono mie considerazioni in merito alla direzione che sta prendendo il settore dell’ecobio.
Mi piacerebbe molto sentire le vostre opinioni ed eventualmente instaurare un dialogo tramite i commenti qui sotto.

Vorrei comunque dire che al SANA ho vissuto dei momenti meravigliosi quindi nonostante tutto posso considerare l’esperienza più che positiva.
Moltissimi responsabili di aziende piccole si sono attardati a spiegarmi bene la loro mission e i loro prodotti.
Ho avuto modo di incontrare anche bloggers più o meno famose con le quali mi sono confrontata e rapportata in maniera molto amichevole.
Nei prossimi post vi racconterò dei brand che ho conosciuto e delle novità che ho provato.
Aspetto i vostri commenti!

Quali sono i problemi dell’ecobio? – Considerazioni del post SANA 2018 ultima modifica: 2018-09-18T10:41:07+00:00 da Cristina Marco

8 Replies to “Quali sono i problemi dell’ecobio? – Considerazioni del post SANA 2018

  1. Concordo in toto, come già dicevo nel gruppo biocafe le blogger siamo noi.
    Io parlavo vagamente dell’ecosostenibilità e dei campioncini ma tu hai ampliato molto bene l’argomento.
    Mi piace anche la parte sulla pezzenteria morale di chi va solo per campioncini e di quelle aziende che cercano solo pubblicità in barba alla. Coerenza dei personaggi.

    1. Grazie, sono contenta che il mio messaggio sia passato, spero che in futuro ci sia un ritorno alla filosofia ecobio da parte di tutti, aziende, clienti e organizzatori del sana. Ti ringrazio per il commento. Cristina

  2. Grazie mille per questo bell’articolo!
    Hai colto in pieno diversi giusti aspetti che preoccupano anche noi sul mondo dell’ ecobio. Ti ringraziamo per il tuo modo di essere blogger e fare informazione consapevole. 🙂

    1. Grazie, sono onorata di aver ricevuto questo commento perché siete una delle aziende che più rispetto proprio per il vostro impegno nel seguire la filosofia ecobio. Spero di avervi ancora ospiti nel mio blog. A presto, Grazie Cristina

  3. Sono d’accordo con tutto ciò che hai scritto, sul marketing spinto di alcune aziende io proprio non lo condivido, sul discorso delle bloggers che trovo per certi aspetti abbiano avuto più attenzione dei rivenditori, ok che le Bloggers fanno tanta pubblicita ai brand (alcune fanno recensioni sempre positive 🤔) ma anche noi rivenditori ci impegnamo veramente veramente tanto, se loro vendono è soprattutto grazie a noi che poi alla fine dei conti non abbiamo nemmeno granché di guadagno visti i margini ridotti..aggiungi poi che dobbiamo fare i conti con la concorrenza e tutto inizia a complicarsi…comunque ho letto con piacere il tuo articolo cara Cristina, spero che tutti quanti inizino a riflettere e magari a darsi un po’ una ridimensionata 😉😘

    1. Anche io se fossi un azienda punterei più a soddisfare il rivenditore piuttosto che le blogger o al limite cercherei di scegliere meglio, è vero che i numeri sono importanti ma anche la competenza e l’impegno. Ci sono tante piccole blogger che sono molto capaci ma vengono inevitabilmente messe da parte per far spazio a quelle con più numeri. E’ la legge del mercato.
      Conosco le difficoltà delle bioprofumerie online e ammiro chi riesce a stare a galla nonostante mille ‘bastoni tra le ruote’. Ti mando un abbraccio e grazie per il commento. Cris

  4. Mi rendo conto che per chi è a digiuno di questi argomenti, si apre un mondo da studiare con attenzione. Intanto ringrazio Cristina per i chiarimenti che ha dato e approfitto per imparare un po’ di cose 😊

    1. , il mondo dell’ecobio è vasto e pieno di argomenti interessanti da approfondire. Io credo che per seguire rigorosamente la filosofia ecobio bisognerebbe stravolgere tutto il modo di vivere. C’è chi lo fa, e tanto di cappello, e chi come me cerca di non impattare troppo sull’ecosistema con piccoli gesti giornalieri. Se ti interessa l’argomento troverai nel mio blog sempre più articoli che parlano di questo stile di vita. Grazie per il commento, visto che non è stato poi così difficile? 😉 Ciao Cris

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *